kyudo

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Un Diario di appunti sull'arte del Kyudo e non solo.....

martedì 17 ottobre 2017

In occasione di un invito ad una gara storica con arcieri di varie provenienze, mi sono divertito a costruirmi una sacca portaoggetti per l'arco.    Certamente è molto comoda e provata sul campo tiene bene durante la pratica.
Un lavoretto divertente.









martedì 10 ottobre 2017

"La tecnica di tiro comprende forme e azioni proprie del Kyudo; essa può assumere taluni lineamenti delle tecniche  Zen, ma il Kyudo non è solo questo perchè soltanto l'unione dei tre elementi, forma, azione e spirito fusi insieme, puo' considerarsi vera e completa Arte del Kyudo nella sua forma migliore".

Inagaki Genshiro Sensei  da Yumi no Kokoro



martedì 3 ottobre 2017

Letture sul tè in Autunno.


"E' un modo senza grandiosità e magnificenza, ritirato e solitario a imitazione dei solitari che vivono negli eremi e rifiutano i modi mondani e cittadini e ritirati in capanne di paglia si danno alla contemplazione delle cose naturali e in grande quiete e con modestia contemplano nel loro animo le cose che lì dentro vi vedono.   E in accordo con questo, tutto quello che in questa cerimonia si usa è rustico e grezzo, senza alcun artificio, ma soltanto naturale, come la natura l'ha creato, in sintonia con l'eremitaggio.  Perciò sia la casa. il sentiero che vi porta e tutti gli utensili che si usano sono tutti conformi a questo."

(Tratto da "La cultura del tè in Giappone" A. Tollini")




lunedì 2 ottobre 2017

Le Cento Freccie.



Che gran numero...sembrerebbero.
C'è una ricorrenza piacevole una volta l'anno, in cui al dojo viene richiamata una giornata dedicata al tiro delle cento freccie.
Un potente allenamento fisico, specie per chi come me riesce a calpestare con i tabi il dojo una sola volta alla settimana.
Sostanzialmente mi piace partecipare a questo evento per testare il corretto studio della tecnica con un numero elevato di freccie al mato rispetto a quella della pratica ordinaria.
Se uno si soffermasse a pensare, quante freccie potessero scoccare durante l'allenamento, gli antichi arcieri......, verrebbe la pelle d'oca.
Ma siamo in un'altra epoca e non ci è richiesto di allenarci intensamente per prepararci alla battaglia.
In questa occasione però, solo per un'attimo, si può assaporare brevemente quella sensazione legata al passato, e gli astanti a mio parere, constatando il loro sorriso formato coccodrillo, non si puo' negare che acclamino in silenzio questa esperienza.
Per i primi classificati vi è un premio simbolico per aver affrontato al meglio la prova.
Mi domando però, in un pensiero, se chi ha realmente raggiunto un buon punteggio, abbia resistito e tirato seguendo lo studio e lo spirito giusto della tecnica o si sia affidato ad un tiro standard oramai acquisito?
Che bacchettone.....non mi accontento mai.
Un grande impegno il kyudo Heki è!!!!


martedì 1 agosto 2017

L'abbaglio del bersaglio di paglia


L'abbaglio appare ogni volta che si porta a confronto la pratica del Makiwara da quella del Mato.
In genere riesco a praticare al Dojo una volta alla settimana per il tiro regolare di studio al bersaglio.
Per il resto, la sera a casa durante la settimana, ho il mio maestro di paglia solitario con cui praticare il tiro.
Con questo maestro silenzioso ma importante riesco veramente a sentirmi a mio agio, e a più riprese un'illusione ottica mi porta a pensare che anche quando il sabato saro' davanti al mato avrò un buon risultato di tecnica e precisione.
Ma non è così.
Si è studiato con il cuore....è vero, ma la pratica al mato è tutta un'altra storia.
Quel bersaglio di carta a 28 metri, eccolo li'. 
Non sembra captare bene le mie freccie quando il sabato faccio ritorno al dojo.
Tutti guerrieri sembriamo davanti al bersaglio di paglia, ma poi difronte alla realtà ci caliamo le braghe e tutto cambia.
Ma per fortuna è solo un'esperienza da superare, e si può superare.

martedì 20 giugno 2017

Concetto della vita e della morte.




Mi ha stupito non poco vedere dei bellissimi merli saltellare nel verde prato dell'area di tiro del dojo durante un'appassionante Hikomi di 20  freccie.
Le freccie sibilavano come saette, ma questi docili inquilini del dojo sono rimasti impassibili alla ricerca di un qualche vermetto da beccare e....altresì non si sono per niente curati del nostro tiro sopra le loro teste.....
Questa noncuranza che non ha niente a che vedere con una forma di pazzia, mi fà riflettere sul perchè questo accade, e non è la prima volta che lo vedo.
E' come se esistesse uno spazio di fronte al pericolo, in cui non si può venire colpiti.


Cronache antiche raccontano di episodi simili legati a personaggi del passato durante battaglie campali o duelli individuali.
Una forma superiore di comprensione non legata a nessuna intellettualizzazione comune.
La sento dentro ma non la saprei ripetere.
Un'altro livello di comprensione della parte più profonda di queste antiche arti, oserei aggiungere.