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Un Diario di appunti sull'arte del Kyudo e non solo.....

mercoledì 30 dicembre 2015

Karakuri Ningyō


E dire che non finisce mai di stupirmi il mondo degli artigiani Giapponesi.
Queste opere d'arte incredibili  risalgono fin dal 600 (Periodo Edo), e ne furono realizzate diversi esemplari che riuscivano persino a servire il tè, giocare e persino danzare.
Un raffinato gioiello di ingegneria meccanica, da quanto si apprende composto principalmente da molle, tiranti, pompe ad acqua, sabbia in movimento.
Karakuri assume un significato di un oggetto meccanico atto ad ingannare lo spettatore cogliendolo di sorpresa, e immaginando l'epoca in cui furono costruite non c'è da dubitare.
Con occhio appassionato non posso non attribuirgli una vicinanza alla robotica dei giorni d'oggi, dei precursori di un'industria che in epoche successive in Giappone avrà un degno erede e custodi di continuita, molto in parte di carattere scientifico.
Dalla rete internautica, si apprende che da una antologia illustrata composta di tre volumi del Sig.Hosokawa hanzo Yorinao del 1796, è stata conservata la tradizione di quest'arte antica, dove viene descritta la realizzazione di orologi, pupazzi meccanici molto complessi.
Non c'è da supporre che acquistare un esemplare come quello del video che ho trovato su you tube, sia oltre che raro anche molto costoso.
Eppure la concetrazione meccanica di quel tiro fino al rilascio della freccia di questa interessante Karakuri, mi lascia pensare al tiro vero nel dojo.  
Un'impertubabilita che mi piace, meccanica ma non parlata come spesso mi capita di vedere nella realtà.
Sembra indicare quello che definirei "un tiro una vita" e ancora e ancora "riprovare il tiro migliaia di volte alla ricerca della perfezione".
Ma ovviamente questo è il mio punto di vista o l'inganno che si presenta ai miei occhi ammirando quest'opera d'arte.
Le Karakuri Ningyō hanno molto ancora da stupire.