kyudo

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Un Diario di appunti sull'arte del Kyudo e non solo.....

martedì 27 ottobre 2015

Yumi Yugami "L'arco che flette".

Nelle difficoltà del tiro si passa da un'esperienza ad un'altra, affrontando un pezzo alla volta i cambiamenti che richiedono uno sforzo continuo per arrivare a comprendere con il corpo e con la mente la giusta tecnica.
Qualcuno mi diceva tempo fà che il kyudo è facile, "eccheccevo'; fatto sta' che andando avanti i difetti aumentano a dismisura e lo studio appare ancor più difficile.
Dovete tirare dritto, lo spirito (kokoro) deve essere "dritto", andando avanti i vizi e i difetti aumentano, diventano più gravi, ma è necessario impegnarsi per eliminarli, viene detto nel commento all'ottava lirica delle Hika (Heki Mokuroku).
In questo periodo mi soffermo su questi versi:

L'arco deformato,
me stesso deformato,
col suolo inclinato,
tener dritto bisogna
corda, freccia e cuore.





martedì 13 ottobre 2015

Pensiero superfluo.



Pensa al non-pensiero.
Come si fa a pensare al non-pensiero?
Non pensando.
Eihei Dogen



Ecco!! molte volte mi sono soffermato su questa interessante affermazione del Maestro Dogen Eihei sulla relatività del pensiero superfluo.
Il Kyudo al pari di altre arti marziali fà sue queste parole in molte occasioni durante la pratica, riportandomi spesso con i piedi per terra.
L'incessante impegno per imparare la tecnica giusta, è pari all'impegno a mantenere una mente libera.
Un puntino luminoso sul fondo di un tunnel, che man mano diventa sempre più chiaro.
Diventa piacevole tirare una sola vera freccia che fà per quattro, scoccata e tirata ascoltando le parole di Dogen.
A volte capita.



giovedì 1 ottobre 2015

Yumimaki


Dovevo cambiare la protezione per l'arco è mi è venuto in mente di realizzare con della stoffa di cotone la copia di quello che avevo in precedenza acquistato dal Giappone.
Direi che i lavori manuali per l'arcieria mi divertono davvero tanto, se non altro per imparare con manualità e fantasia e tanto cucito che non è proprio il mio forte.
Altresi ho aggiunto un mon (stemma Takanoha) per dare un pò di colore alla stoffa, un pò di storia non fà male.
Realizzare lo stampo davvero non è cosa facile, ma con il legno di pero si può fare davvero tanto.
Un lavoro divertente.