kyudo

kyudo
Un Diario di appunti sull'arte del Kyudo e non solo.....

lunedì 29 settembre 2014

L'ardimentosa Via della pratica.


Spesso, mi viene domandato, come faccio a fare tutte le cose che faccio, col il tempo a disposizione che, a dir poco assomiglia sempre di più al tempo che impiega la minuscola goccia di acqua che si stacca dalla nuvola fino a toccare terra.
Ardimentosa è la passione che uno ci mette ma praticando poco escono fuori nuovamente quei problemi che momentaneamente avevi pensato di averli sorpassati.
La bellezza del Kyudo è forse questa?? 
Si ha un periodo di buona performance, un'altro di sana convizione di aver compreso bene, e un'altro di alta tensione poichè tutto non risponde come sempre, e come sempre si torna daccapo a regolare il tuo corpo, la tua mente e le tue mani poichè l'arco in un certo senso è domato, resta sempre da domare l'arciere.
Con queste curve sinosuidali che vanno su e giù come un'altalena, convivo costantemente studiando il Kyudo, e il tempo rimane solo un'utopia legata all'attaccamento alle cose che fa parte dell'umano errare nell'ardimentosa via della pratica.


lunedì 22 settembre 2014

L'autunno è arrivato.

Vento che stride e cornacchie che starnazzano, direi che siamo in autunno.
Una di quelle stagioni che mi affascina da sempre.
Quei colori così forti, appoggiato alla finestra di casa sembrano risvegliare ricordi assopiti, che propio in questo periodo fà piacere averli con se.
Il giardino di casa maestro di sempre sembra un indicatore delle stagioni ed io l'ascolto puntualmente.
Basho in uno dei suoi Kaiku diceva: "Su un ramo secco si posa un corvo, crepuscolo autunnale".
Quale miglior epitaffio per questa stagione!



 

mercoledì 10 settembre 2014

Torre solitaria. Alla ricerca della pista perduta.

Roma è una città sempreverde, e se se ne ha voglia la si può girare in bicicletta con piacere, aggiungendo una buona dose di speranzosa pazienza zen per gli automobilisti con il mirino, che amano alla follia il gioco "acchiappa il ciclista", ma che comunque si può superare.
Il tessuto storico Romano è composto da una varietà di epoche che spaziano davvero dal periodo neolitico, per passare a quello Romano Imperiale e per proseguire in quello medievale...., non c'è che da scegliere.
Le torri, che tutto intorno alla città sono presenti, in gran numero nella periferia, offrono uno spettacolo gradevole, abbinato ad un verde che le accompagna come cornice.
Questa Torre  nominata con "Mezzavia" è risalente al XIII sec. e si trova alla diramazione di due strade di importanza per la città, la Via Anagnina e la Via Tuscolana.
Si narra che la torre fosse stata costruita sulle rovine di una villa Romana di età imperiale intorno al 1° secolo e probabilmente in età Flavia o Adrianea, e presenta tutta una serie di strutture antiche con testimonianza Romane e medievali, proprio in questo periodo risulta appartenere alla famiglia Mardoni (XIII Sec.) a cui spetta forse la costruzione della Torre.
Della sua storia, se ne trova traccia fino agli anni 50 quando fù adibita al laboratorio per un maniscalco e fabbro, fatto questo che la sua funzione fino a poco tempo fà era luogo di sosta per viandanti e per i carri che percorrevano la Via Tuscolana verso Roma o verso i Castelli Romani.
Ecco, ora rimane aperta la mia solita domanda rivolta alla sovraintendenza ai beni culturali, del perchè non si organizzino dei percorsi ciclabili fruibili dai cittadini e dai turisti per visitare luoghi di interesse storico nella città eterna, straboccante di manufatti di ogni epoca.
Per vedere questa torre occorre il macete, e non voglio parlare delle altre.
Evidentemente la poltrona del potere, ha più importanza per taluni, che il bene del nostro patrimonio Storico.
Dedicate o politici ogni tanto una buona idea per i cittadini, più che per voi stessi.
Più piste ciclabili per questa città.
 









lunedì 8 settembre 2014



A volte, semplicemente seduta, l’anima raccoglie saggezza.
 
Foto presa da:http://www.award.leica-camera.it/andrea-angione