kyudo

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Un Diario di appunti sull'arte del Kyudo e non solo.....

domenica 13 ottobre 2013

Yugake il guanto per il kyudo.

Viene spontaneo per chi si avvicina ad un arco per la prima volta, aprirlo pizzicando con pollice e indice la corda e la cocca della freccia.
Così era anche per me finchè non sono stato rapito dall'arcieria Giapponese, e raccogliendo ritagli di libri e articoli vari riporto un pò di storia.
Da quanto si apprende venne importato dalla Cina in Giappone lo stile della trazione con il pollice che in Cina (e in Mongolia) veniva utilizzato con un inserto (anello) fatto di corno per la trazione della corda, ma non è certo che anche in Giappone venisse utilizzato in questo modo.
Si legge dalle cronache e da molti dipinti che i samurai utilizzassero un guanto con la parte interna del pollice rinforzata, questo per far si che l'arciere potesse essere in grado di impugnare anche la spada (Tachi) e di poter cavalcare reggendo con facilità le briglie del cavallo.
Questo tipo di guanto è similirmente utilizzato attualmente nella scuola Heki quando si pratica il tiro da guerra  (Kazu ya mae) ma con solo il pollice indice e medio, e dagli arcieri che praticano lo Yabusame (tiro a cavallo) con il guanto al completo delle cinque dita, molto più simile a quello antico.
La storia del Giappone ci ha lasciato una moltitudine di differenti tipi di guanti, che forse esulavano dai metodi insegnati, ma piuttosto dal metodo del tiro di ogni arciere, e dal momento che nel tiro a distanza venivano usati degli archi molto pesanti si aveva la necessità di tre o quattro dita per tirare la corda con il pollice.
Nella scuola Heki attualmente, viene utilizzato un guanto fornito di forma per il pollice, indice e medio.
La scanalatura lavorata nel guanto, nel quale la corda è trattenuta (Tsuru Michi) è il più importante fattore per il buon rilascio del tiro.
La scuola Heki preferisce utilizzare una scanalatura posta ad angolo retto rispetto all'asse longitudinale del pollice.
Questa forma è chiamata "Ichimonji" o forma del numero uno, come dicevo utilizzata dalla nostra scuola.
E' bene conoscere i nomi i giapponese delle singole parti del guanto:
La punta del pollice è chiamata "Boshi"
Il fianco del guanto "Koshi"
Il supporto del polso "Hikae"
La pelle più grande "Daikawa"
La pelle nel punto di sgancio " Hinerikawa"
Il dito "Yubi"
La pelle sotto il guanto "Haragawa"
La parte dove scorre la corda "Tsurumakura"
Il laccio piccolo "Koshimo"
Laccio grande "0'shimo"
 Il guanto o per meglio pronunciarlo "kake" raggiunge dei costi considerevoli, forse maggiori del prezzo di un arco, ma a ben dire durante la pratica ci si rende conto di questa realtà.
Necessita sicuramente di una buona manutenzione a partire dal sudore e dalla condensa che si viene a creare dopo una sessione di allenamento, e a tal proposito si utilizza un sottoguanto "shitagake" che preserva la durata della pelle del guanto dagli agenti chimici e salini della pelle.
Quando è nuovo, un guanto, và addomesticato in ogni senso ed anche delicatamente in modo che non si deformi la pelle in special modo nella parte interna "hikae" in modo da permettere di adeguarsi perfettamente alla forma della mano.
C'è da aspettarsi, anzi è confermato sul campo osservando chi ne ha acquistato uno nuovo, che di punto in bianco cambia improvvisamente il tiro, e come consueto nel kyudo bisogna attraversare un nuovo momento di studio per riallinearsi per bene alla tecnica della scuola.
Ecco, l'ho scritto, quello che avrei voluto trovare personalmente sul web, non mi accontento mai di studiare solo la tecnica.
Allego foto e disegni alquanto artigianali immortalati dalla oramai nota digitale Heki da studio e ricerca.











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