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Un Diario di appunti sull'arte del Kyudo e non solo.....

martedì 29 ottobre 2013

Respirando con arco e freccia

Un buon esercizio è sempre legato ad una buona respirazione.
Così mi è stato sempre spiegato nelle mie esperienze Nipponiche.
Direi di fatto, che con l'esperienza di provare e riprovare ci si accorge che a tutti gli effetti funziona ed anche a livello psicofisico fà bene!!
Con l'arco si vive un'esperienza unica, che unisce ogni movimento (Kata) ad un'atto respiratorio, fornendo all'arciere una sequenza di movimenti semplici e aggraziati fino allo sgancio sicuro e deciso.
La respirazione adeguata, fornisce una sicurezza all'arciere nel procedere da una posizione all'altra fornendo quel momento di vuoto mentale che si spera di trovare in ogni tiro.
Si inspira ed espira, partendo dall'addome, che poi, dopotutto è anche una sensazione piacevole che spesso ricorda le onde del mare.
Respiro e concentrazione, una ricerca continua che ogni arciere fà sua dal momento che ne comprende la funzionalità.
Nelle "Hika", le poesie segrete della scuola Heki, vi è un paragrafo in cui si parla dello stato di calma con cui bisogna praticare ogni giorno, "hei jo shin":

"Dell'Arciere
che tira con un ritmo fluido che dire?
(Si può dire) che sia un uomo dal cuore calmo."

Questo stato di calma interiore e che poi traspare anche esteriormente da chi vede al di fuori, penso sia dovuto in grande parte ad una buona respirazione che rende fluido ogni movimento singolo dei muscoli del corpo, lasciando la mente libera da ogni costrizione forzata.
Da quel cantuccio a me tanto caro del dojo, osservo gli altri amici arcieri che respirano ognuno con il suo ritmo, e devo dire che l'osservare aiuta molto a capire dove potrei migliorare la mia respirazione.
Attraverso l'osservazione, stò imparando molto e ogni tanto mi diverto a disegnare ciò che vorrei studiare e capire per bene.
Ovviamente come mia consuetudine, allego foto dell'immancabile digitale heki da studio.



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