kyudo

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Un Diario di appunti sull'arte del Kyudo e non solo.....

giovedì 14 febbraio 2013

Moro Otoshi



L’ arciere
che ignora come
cadono le (due) mani,
è come il corvo
che vuol farsi cormorano.
(da Hika o poesie segrete trasmesse da Heki Danjo Masatsugo)

Durante la pratica capita spesso un momento in cui si osserva da una certa angolazione il proprio tiro.
Quasi sempre, inevitabilmente si finisce per bacchettarsi in una qualche maniera, per un tiro che potrebbe andare molto meglio ma che invece richiede sorveglianza continua.    
Si potrebbe umanamente pensare che vedendo le freccie andare nel bersaglio costantemente sia sinonimo di una buona tecnica acquisita, ma non è così, non mi accontento mai in effetti.
Documentandomi con appunti e sui testi della scuola Heki, mi ci sono confrontato più di una volta, poichè puntualmente su questi documenti riconosco i stessi problemi che affronto di volta in volta durante la pratica.
Non esiste scusa, questi testi offrono davvero un'ottima occasione per imparare sempre di più, una sorta di dialogo con le esperienze del passato.

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