kyudo

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Un Diario di appunti sull'arte del Kyudo e non solo.....

giovedì 14 febbraio 2013

Moro Otoshi



L’ arciere
che ignora come
cadono le (due) mani,
è come il corvo
che vuol farsi cormorano.
(da Hika o poesie segrete trasmesse da Heki Danjo Masatsugo)

Durante la pratica capita spesso un momento in cui si osserva da una certa angolazione il proprio tiro.
Quasi sempre, inevitabilmente si finisce per bacchettarsi in una qualche maniera, per un tiro che potrebbe andare molto meglio ma che invece richiede sorveglianza continua.    
Si potrebbe umanamente pensare che vedendo le freccie andare nel bersaglio costantemente sia sinonimo di una buona tecnica acquisita, ma non è così, non mi accontento mai in effetti.
Documentandomi con appunti e sui testi della scuola Heki, mi ci sono confrontato più di una volta, poichè puntualmente su questi documenti riconosco i stessi problemi che affronto di volta in volta durante la pratica.
Non esiste scusa, questi testi offrono davvero un'ottima occasione per imparare sempre di più, una sorta di dialogo con le esperienze del passato.

lunedì 11 febbraio 2013

Shin ghi tai




"..Spirito, Tecnica e Corpo insieme"
(Inagaki Genshiro)

domenica 3 febbraio 2013

Fino all'ultimo tiro.


Vi sono giorni in cui si è piacevolmente coinvolti in una gara di tiro o confronto tra club di una stessa scuola.
Una gara non è cosa facile, poichè appaiono improvvisamente quei demoni nascosti nella nostra mente che danzano felicemente intorno a noi, disturbando l'arciere nei momenti più importanti del tiro, specie se ci si stà confrontando con arcieri di una buona esperienza di tiro.
Non si è davvero mai pronti, lo spirito è quello giusto, ma al cuore che batte più velocemente del solito, incuneandosi in ogni respiro che porta ad un movimento del corpo e delle mani, chi riuscirà mai a calmarlo?
Si dà il Toh!! è il comando di inizio della nostra gara, e tutto il mondo improvvisamente è intorno a te che ti guarda, mentre il tuo pensiero è fisso nel vuoto con un unico obbiettivo!! colpire il centro con tutto te stesso, magari portandosi al seguito pure quel demone che ti svolazza imperterrito intorno alla testa.
Il kyudo è un'arte marziale antica, un'arte vera e disilluso e quell'arciere che affida il proprio tiro all'idea della fortuna o degli spergiuri, ogni tiro vale veramente una vita.
Questa gara è stata vinta inaspettatamente con un impegno duro e in stretta collaborazione con gli amici del club ed ora si assapora con calma una certa euforia, ma mentre parlo giro gli occhi verso una storia antica che mi è tornata in mente:  Dopo la battaglia di Sekigahara che vide vittoriosa  l'armata Orientale comandata da Tokugawa Ieyasu contro  l'armata Occidentale comandata da Ishida Mitsunari, quest'ultimo venne catturato e condannato a morte a kyoto dove tradizionalmente si svolgevano le esecuzioni, nel letto arido di un fiume.
Come consuetudine, ad un Samurai sul punto di eseguire seppuku venivano offerti dei frutti e così fù per Mitsunari che rifiutò dicendo che gli avrebbero fatto male alla digestione, al quel punto gli fù obbiettato sarcasticamente che se gli dovevano tagliare la testa la sua digestione era proprio l'ultima cosa che avrebbe dovuto preoccuparlo......     "Non illuderti" esclamò Mitsunari, "non si sà mai cosa può succedere" .