kyudo

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Un Diario di appunti sull'arte del Kyudo e non solo.....

domenica 18 novembre 2012

Senshuken Taikai 2012





E' arrivato anche per quest'anno il tempo di iniziare una nuova sfida legata al torneo Heki Italiano tra dojo.
Vivere una gara è sempre qualcosa di entusiasmante, ricca di momenti, sentimenti, tensione e responsabilità.
Mi verrebbe voglia di inquadrare in un'istantanea le espressioni dei partecipanti, in ogni fase del tiro, per comprendere come ognuno vive a suo modo una sfida con altri arcieri, ma sopratutto con se stessi.
Il corpo rivela molto la capacità delle persone, e l'arco in un certo senso rappresenta lo strumento che il corpo  fà suonare.
Leggere un libro con tante belle spiegazioni sulla psiche di un arciere, non rende, forse, come la visione che si ha dal vivo guardando l'arciere in lotta con se stesso - l'arco - e il bersaglio.
Ancor più piacevole è ascoltare il suono delle corde degli archi, che più o meno urlando o suonando rivelano la personalità di ogni tiro fino ad arrivare al "ton" finale sul bersaglio.
E' soddisfacente la vittoria se si è tirato bene, ma si è sempre più consapevoli che si poteva dare di più, poichè in una certa misura poteva esserci un maggior nobiai e magari anche un buon Hineri....e magari perchè non controllare meglio un buon ashibumi.........., ma mannaggia però, anche quell'hozuke poteva essere migliore......e la testa poi se ne và con un hanarè sibillino.
Vince la gara l'arciere o la gara vince l'arciere?
E' stata una bella giornata comunque e domani è un'altro giorno.
Allego foto arcaiche realizzate con l'immancabile digitale heki dall'amico arciere Pino San.






Nota: il dojo nelle foto è il Momiji Kan -  Ostia Antica (Roma)

venerdì 9 novembre 2012

"Indice" di curiosità.


La curiosità vien tirando......, mi verrebbe da dire, e lo dico infatti.
E' da tempo che curiosando dietro lo steccato, prima dell'onegaishimasu per andare a riprendere le freccie nell'Azuchi, mi viene da pensare, vedendo gli altri Kyudoka tirare,  a quel dito indice posto in una certa angolazione durante il nobiai, prima del rilascio della freccia.
Mi viene da pensare che fondamentalmente sia un riflesso condizionato della mano durante il tiro, o per meglio dire che dato che non si sà bene dove inserirlo nel lavoro di tsunomi, rimanga diritto o vacante durante l'esecuzione del tiro.
Ma fondamentale nella scuola Heki, è studiare  tutti quei particolari della tecnica, pezzo per pezzo e di notevole importanza, che facile a dirsi ma poi capirle realmente resta la parte più difficile.
In vecchi appunti che ho reperito da amici che hanno raccolto durante i seminari del Maestro Mori, ho trovato una sezione dedicata proprio a questo punto...., la posizione dell'indice durante il tiro.
Per non aggiungere parole mie da neofita allo scritto degli appunti, riporto le parole originali del Maestro Mori:

""...Domanda sull'uso del dito indice della mano sinistra nella scuola Heki.
Risposta:
Nel Kyudo, l'indice della mano sinistra non si usa.
Normalmente il dito indice è usato solo per indicare. Nel lavoro normale, se usato, è più di disturbo che di utilità. Come nel Kyudo, non viene usato nel Kendo, nel tennis, nel golf ecc. Per favore non pensate al dito indice mentre tirate.  Se durante Nobiai il dito indice tocca il pollice non va bene, non è cosa buona. Se Tsunomi non è abbastanza forte l'indice cerca di aiutare e va a toccare il pollice facendo cedere il Tenouchi. Lasciate l'indice libero, dove va naturalmente, sia che sia teso che stia fisso. Non pensateci semplicemente.  Se l'indice da dritto si flette vuol dire che Tsunomi si sta
indebolendo. Anche se da flesso l'indice si raddrizza vuol dire che Tsunomi si sta indebolendo.
Se l'indice si muove durante il tiro, vuol dire che non c'è il controllo vero di Tsunomi. Per cui si può vedere da fuori gli sforzi che sta facendo il Kyudoka da ciò che sta facendo il suo indice.""
Allego soliti bozzetti arcaici senza l'aiuto dell'amica Digitale Heki.