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Un Diario di appunti sull'arte del Kyudo e non solo.....

lunedì 30 aprile 2012

La stanchezza orgogliosa.



Se provo sedermi un momento, ripenso a quante volte durante la settimana mi trovo a correre da una parte e l'altra della città senza sosta e con una stanchezza che farebbe invidia al più bradipo dei bradipi esistenti.
Mi rendo conto che è difficile seguire con una certa costanza lo studio del tiro con l'arco, non per mancanza di stimoli, ma proprio per mancanza di tempo.
Eppure, rimane sempre quel momento solitario e oserei dire orgoglioso in cui si riesce a prendere un'arco in mano e a studiare la forma propria per il tiro Heki.
Personalmente, quelle freccie uniche regalano uno studio più approfondito nella sequenza del tiro, è come se ci fosse una forza in più nella stanchezza che hai accumulato in corpo durante la settimana.
La sfida è continua, si è arrivati a quel momento in cui ci si prepara al tiro, si prepara l'arco, tutto è a posto, si indossa il guanto si prende la freccia e con decisione si prende la via del tiro.
La stanchezza non porta allo sfinimento, anzi, regola ancora di più la sequenza del tiro, aiuta a gestire meglio tutte le articolazioni del corpo ed a una maggiore concentrazione durante i kata.
Dopotutto si è scelto di venire a praticare, si è davanti ad un bersaglio, non resta che un'unica soluzione......, tirare.

 

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