kyudo

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Un Diario di appunti sull'arte del Kyudo e non solo.....

venerdì 30 marzo 2012

L'attrazione irrefrenabile.


Quel bersaglio laggiù nella distanza canonica dei 28 metri, sembra sempre più vicino.
Torcere, torcere l'arco sempre di più, come le sirene di Ulisse, quel bersaglio attrae in un modo irresistibile sempre di più.
Stock!! la freccia è tirata, un bel centro direi, urca!!! che centro.
Basta però che ti venga fatta una giusta correzione è tutto salta all'improvviso.
Più di una volta accade questo, se fino a poco prima tutto ti sembra chiaro, all'improvviso qualcosa cambia inesorabile, tutto è da rivedere.
Si vedono le freccie conficcarsi in un punto dove tu non avevi desiderato, e lo studio è a un nuovo punto di partenza, una nuova sfida direi.
Quel bersaglio inerme, è una preda della mente, poichè apparentemente una volta presi dei riferimenti ed eseguita abbastanza bene la sequenza di tiro, si può centrare il bersaglio.
Ma come si è tirato?     a volte, come dicevo basta una correzione per far sballare tutto.
Ho compreso, non senza storcere il naso, ma accettando di buon grado, che il colpire il bersaglio non può discostarsi dal comprendere bene la tecnica, non un semplice colpire, ma come si colpisce.
.........e mai detto niente?? la ricerca non ha davvero mai fine.
 

domenica 18 marzo 2012

Quando si rompe una corda.


.....se si rompe una corda è consuetudine riutilizzarla per preparare un WARAJII o scaldacorde.
Ecco, man mano mi stò impratichendo ed è divertente lavorare su questo materiale.
In realtà questo piccolo lavoro, è una limatura della propria personalità per ricordarsi sempre che la cura del materiale e la conoscenza dello stesso, sono considerate di importanza vitale per poter praticare la via dell'arco.
Divertente.

sabato 17 marzo 2012

Attraverso il tempo.

Oltre alla pratica quasi settimanale del Kyudo, mi piace immergermi nei testi che riguardano l'arte del tiro con l'arco, e ovviamente della scuola Heki Insai Ha.
Per i manuali tecnici è inutile provare a copiare, poichè la pratica è l'unica strada da percorrere, ma per quanto concerne i discorsi, gli aforismi, gli esempi vocali degli esperti del passato e del presente, me li ritrovo puntualmente durante la pratica.
Dopo tutto, in questi testi, che purtroppo non ce ne sono mai tanti in Italiano, esistono delle descrizioni tecniche di una grande importanza, non solo sotto il profilo della forma e della pratica, ma anche sottoforma di prove scientifiche testate di propria mano dagli insegnanti della scuola Heki, vedi il lavoro del Tenouchi e della torsione dell'arco (Tsunomi no Hataraki).
Durante la pratica nel dojo, mi è consuetudine ricordarmi di quel che ho letto su quei testi, parole precise che arrivano direttamente al cuore, e nulla è lasciato al caso.
Devo dire, che andando avanti con l'esperienza, ogni giorno, vengono fuori le conferme di quello che è stato  descritto, un modo questo di ascoltare sempre da principiante, un insegnamento che viene da un passato di paziente lavoro e studio di quelli prima di noi.
Inutile incorrere in sotterfugi o affidarsi alla fortuna spirituale, una bella chiacchierata con un testo del Maestro Inagaki Genshiro, può sicuramente aprirci una visione veramente chiara di quello che si dice praticare l'arte del Kyudo.
Un buon testo può essere un gran Maestro, se ascoltato in silenzio e sopratutto compreso.



lunedì 12 marzo 2012

Il sapore di un Thè.

E' stata una bella esperienza, prendere un thè insieme ad un caro amico dopo un bel pomeriggio di tiro al dojo.
C'è profumo di primavera che delizia l'olfatto, e sicuramente ha incorniciato quel momento di pausa che ci siamo concessi dopo una serie di tiri di allenamento.
Dalla bisaccia ne è uscito un buon matcha, con frullino (Chasen), un cucchiaino (Hishaku) e due tazze Raku.
Dalle due ciotole (Chawan) fumanti, ne è scaturito un buon profumo di erba appena tagliata che non poteva lasciarci in silenzio per un momento pensando alla bella stagione che si stà avvicinando,...la primavera.
 Un buon thè preso in armonia non può che regalare dei momenti indimenticabili, un incontro che vale una vita.
Pensando all'arte del Thè e alle parole del Maestro Rikyu mi vengono in mente le sue parole di una bellezza  unica:  "Il thè non è che:  far scaldare l'acqua, preparare il thè, e berlo come si conviene.    Questo è quanto dovete sapere".
Queste parole, aldilà di una semplice interpretazione, rappresentano una verità unica che se ascoltate con il cuore e la spontaneità di un momento lasciano il segno in ognuno di noi.
Grazie Maurizio è stato un bel momento.
I miei disegni sono un omaggio a questa bellissima arte Giapponese che è la Cerimonia del thè.



martedì 6 marzo 2012

Heki






"La freccia è fatta per colpire, quando volete usarla, usatela per il suo scopo"
Inagaki Genshiro




La frase è presa da Kyudo la via dell'Arco di L. Genzini.

venerdì 2 marzo 2012

Yajiri Iberica?

Ho trovato con stupore una foto medievale su un sito Iberico, con un arciere che incredibilmente maneggia delle frecce molto simili a Yajiri Giapponesi.
Chissà, ma la somiglianza è enorme.