kyudo

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Un Diario di appunti sull'arte del Kyudo e non solo.....

domenica 26 febbraio 2012

L'attesa prima di essere pronti.


Questa storia è una storia molto antica, raccontata con semplicità in Cina qualche tempo fà da un discepolo di Lao Tse, un tale Mishotsu, ma che raccoglie in poche parole quello che un principiante eterno non dovrebbe mai dimenticare quantomeno di comprendere.
Quella dannata fretta di imparare, a volte và affrontata con pazienza, con pazienza e passione, prima di essere pronti.

"Un re desiderava avere un gallo da combattimento molto forte e aveva chiesto ad uno dei suoi sudditi di allevarne uno.      All'inizio questi insegnò al gallo la tecnica del combattimento.     Dopo dieci giorni il re domandò: "Si potrebbe organizare un combattimento con il  nostro gallo?" Ma l'istruttore disse: "No! No! No! E' forte, ma questa forza è vuota.      Vuol sempre combattere, è eccitato e la sua è una forza effimera".
Dieci giorni più tardi, il re chiese all'istruttore: "Si può finalmente organizzare questo combattimento?" No!No! Non ancora.   Si irrita ancora, vuol sempre combattere.    Anche quando sente solo la voce di un altro gallo, da un villaggio vicino, s'infuria e vuole battersi."
Dopo altri dieci giorni d'allenamento, il re chiese di nuovo:" E' possibile ora?"  L'istruttore rispose: "Ora non si eccita più; se sente o vede un altro gallo, resta tranquillo.    La sua posizione è giusta, la sua tensione è forte. Non si arrabbia più.   L'energia e la forza non si manifestano in superficie:"
"Allora va bene per un combattimento? chiese il re.     L'allevatore rispose: "Forse." 
Si portarono molti galli da combattimento e si organizzò un torneo.     Ma i galli da combattimento non potevano avvicinarsi a quel gallo.    Fuggivano impauriti!   Così non ci fù bisogno di combattere. Il gallo da combattimento era diventato un gallo di legno.    Aveva oltrepassato l'allenamento del waza.     Aveva una forte energia interiore che non si manifestava all'esterno.    La forza che era in lui era la sua tranquilla sicurezza. la sua vera forza nascosta, al di là della vita e della morte, al di là della vittoria e della sconfitta.

Estratto da "Zen e arti Marziali" T. Deshimaru -  ed. il Cerchio

sabato 18 febbraio 2012

In attesa del momento.

Uhm! domani si prospetta una buona giornata.
Gara di ritorno per il trofeo Heki, che ci porterà ad un risultato finale, in sostanza "ne rimarrà solo uno".
E' forse tutto quì?
Ultimamente mi affido solo a poche parole più che a pensieri roboanti che non fanno altro che riempire la testa di pensieri veramente inutili.
Poche righe, ma che vanno direttamente al centro.

Se cammini, cammina.
Se stai seduto, stà seduto.
Ma non esitare.
(YUN MEN)


giovedì 16 febbraio 2012

Antiche stampe.

Va bene la pratica, ma anche la ricerca merita un attenta e meticolosa scansione.
In questa stampa reperita sulla rete, si intravedono due arcieri intenti in un taikai (gara).
E' interessante notare che la mano destra tende a pizzicare la corda dell'arco, e la mano sinistra sembra sedersi sull'impugnatura, trattasi forse di trazione con anello Mongolo?
Mi è sempre piaciuto informarmi sulla scala evolutiva del modo di tendere l'arco in Giappone, peccato che quà da noi è difficile reperire informazioni sui testi, ma ritengo interessante lo studio di queste forme antiche per capire come siamo arrivati al nostro modo di tirare attuale.


lunedì 13 febbraio 2012

Ishizuki

In questi giorni ho terminato di lavorare sull'Ishizuki del mio YUMI.
Lo Ishizuki è una Custodia protettiva per la parte inferiore dell'arco.
Ho usato della vecchia pelle di cervo utilizzata per i miei Shinai di Kendo, che allo scopo si presta  veramente bene.
Lo scopo di questa realizzazione è solo quello di mettere in evidenza il fatto che dati i costi, un'arco andrebbe sempre maneggiato con la dovuta cura, specialmente gli archi in Bambù., mettici pure i costi.
Comunque è un buon lavoretto rustico che ogni arciere può realizzare con semplicità, senza andare a spendere troppo in giro per tanti lacchè.
E'  davvero utilie.
Allego solite foto arcaiche e rustiche nonchè casalinghe del lavoretto.





venerdì 10 febbraio 2012

Dojo della Non mente

Beh!! fuori nevica, e di tirare due freccie nemmeno a parlarne, rimane sempre la cara compagnia di tante discussioni mentali, la meditazione., che non fà mai male, anzi attenua sempre di più quella strana sensazione chiamata "Ansia", che và molto daccordo o a braccietto con la stanchezza .
Questo dojo privato è....unico, pulito senza macchia e quasi senza paura, ma è l'unico momento in cui si riesce veramente a fare due chiacchiere con se stessi.
Orsù disse Artù, allora in questo momento non rimani che tu, la non mente.
Chiudo gli occhi e niente più, anzi sì, mi piace quella frase che ho letto ieri sera, un'ottima conversazione mentale:

"Unione vuol dire vista dell'assenza di pensiero, penetrazione della propria natura... il pensiero nell'assenza di pensiero è la manifestazione dell'attività dell'assoluto"     (Senshui)


sabato 4 febbraio 2012

Giardino con neve.

Neve in giardino, un bel pupazzo di neve rende giustizia al silenzio surreale dei dintorni.
Un bel thè caldo fà da anfitrione oggi su questa interessante cornice.
Un giardino con neve


mercoledì 1 febbraio 2012

Nel momento...

Dicono, che è prevista neve in questi giorni da queste parti.
Me ne resto al caldo in compagnia di un bel libro del monaco Taisen Deshimaru,  e direi che la compagnia è davvero interessante.
Mi piace conversare silenziosamente con i pensieri di chi scrive cose vere, vissute nel momento, che in una qualche misura mi ritrovo puntualmente a sperimentare di persona durante la pratica.
"Calma come la neve appena caduta su un paesaggio antico, la nostra coscienza s'acquieta"
E' forse un buon esempio da seguire quando ci si prepara al tiro, non tanto per filosofare, ma per prendere coscienza del momento in cui si eseguono i kata, per applicare la giusta fluidità nei movimenti, per seguire con serena coscienza una buona respirazione, fino al rilascio della corda.
La coscienza s'acquieta, il respiro s'acquieta, e il corpo lavora alla perfezione, tecnica corpo e arciere in un'unica armonia.
Nel momento.......la quiete.