kyudo

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Un Diario di appunti sull'arte del Kyudo e non solo.....

domenica 25 settembre 2011

Ebira - faretra per Koshi ya.

L'Ebira è una faretra aperta utilizzata per estrarre una freccia per volta durante il tiro Koshi ya per la scuola Kyudo Heki, e viene posta sull'anca destra dell'arciere.
Nella nostra scuola heki, viene tramandato anche il tiro da guerra, e da quando ho iniziato mi ha affascinato capire tutto quello che c'è dietro al materiale che veniva e viene utilizzato per praticare questa forma antica di tiro.
Questa Ebira, un pò casalinga, è un derivato di mie ricerche sulla rete, un fusion di informazioni e disegni, che prima o poi testerò non appena avrò terminato di costruire le frecce adatte per questo tipo di tiro, frecce  con punte vere.
Mi piacerebbe parlarne tanto, ma forse devo ancora provare sul campo se abbia un corretto funzionamento per l'estrazione delle frecce e se riesco ad indossarla nei modi dovuti.
Certo anche un'armatura medievale ci potrebbe stare ma.....questo è un'altro lavoro più avanzato per i prossimi mesi.
In allegato, le solite foto casalinghe.

sabato 24 settembre 2011

Giriko Ire.

Il GirikoIre è un contenitore dove viene riposta una polvere particolare (Pece) utilizzata per aumentare l'adesione delle dita che poggiano sul pollice durante la pratica.
Se ne fà uso durante la serie di tiri per far si che durante il Torikake e per tutto il tempo in cui l'arco va in trazione, vi sia una buona adesione delle dita indice e medio sul pollice.
Il contenitore, mediamente è in corno e viene legato allo Tsurumaki (portacorde), ma ve ne sono di meno costosi e comunque buoni per l'utilizzo.
Unico neo, che durante lo sfregamento dell'indice e del medio sul pollice si consumi una porzione di pelle nel tempo., e beh!! si sa che il guanto (Kake) a volte costi il doppio dell'arco, ma comunque è efficace.
Allego le solite foto casareccie ma eloquenti.


mercoledì 21 settembre 2011

Alzando in Uchiokoshi


Alzando le spalle nel movimento di Uchiokoshi (dare inizio al movimento), si entra nel momento dell'apertura dell'arco.      In questo istante la freccia è lievemente inclinata in modo che la punta risulti un poco più in basso, (ricordandomi della regola del Mizunagare,: una goccia d'acqua scorre sulla freccia dalla cocca alla punta).
In questi giorni al makiwara, stò rivolgendo il mio studio in questa fase importante per la completa e corretta apertura dello Yumi.    Questo bersaglio di paglia è davvero eccezzionale, mi ci trovo bene e davvero a mio agio, devo riconoscere d'aver realizzato la grande rigidità che ho nelle spalle nel momento in cui entro in  Uchikoshi,  momento nel quale  vengono sollecitate ad alzarsi verso l'alto,  meccanismo questo che và aiutato con una corretta respirazione e rilassatezza.
In questo momento è indispensabile non dimenticare il tenouchi, che alzando l'arco, potrebbe modificarsi creando una spinta shitaoshi, da sotto a sopra, che ho ben capito seguendo i consigli dell'istruttore, compensando il movimento imprimendo una certa forza nella direzione opposta - Uwaoshi - da sopra a sotto.
In Uchiokoshi ho notato anche, un certo spostamento della spalla sinistra, che ho prontamente compensato per evitare di spostare la centratura del corpo rispetto al piano verticale, che andrebbe a smontare tutto quello che si è costruito fino a quel momento.
Può sembrare facile aprire un'arco, ma nel caso dello Yumi, l'arco Giapponese, non si apre con le mani tirando, ma aprendo le scapole, e per comprendere bene il movimento, bisogna superare diversi step con calma e studio del corpo, unita una buona respirazione.
Ogni step raccoglie metaforicamente una stagione, e quella per Uchiokoshi potrebbe corrispondere alla primavera.

sabato 17 settembre 2011

Quanto più avanti di te.


In risposta ad una richiesta di un amico lettore:

Ogni giorno metto un piede dietro l'altro e vado avanti, gustandomi quello che incontro.
Sempre meglio oggi che domani e il passato è passato davvero.
Nessuno è più avanti di me e nessuno e più dietro di me., se lo vuoi, gustiamo questo momento insieme.
Adesso.
Perchè non porti il tuo arco e tiriamo insieme?
Adesso.



domenica 11 settembre 2011

Taikai di una vita.






Taikai è per la scuola Heki una gara tra arcieri.
Quello di questa settimana mi ha insegnato per bene il significato di "una freccia, una vita".
Da una simpatica situazione di pareggio, in cui si tira, ma non con la testa con la giusta concentrazione, si arriva all'ultima freccia decisiva.
L'ultima freccia ha fatto la differenza dentro di me, non tanto per il risultato, ma perchè ha davvero colpito al centro del mio essere.
Ad un certo punto di non ritorno tu e il compagno arciere, non hai che una sola soluzione, che a volerla dire bene, scegliere tra la vita e la morte.
Ho colpito con tutto me stesso, seguendo tutto con concentrazione, dimenticando tutto per un'istante.
La freccia è partita ha colpito perfettamente il centro del bersaglio... ho vinto l'orsacchiotto!!, inebriante sensazione la vittoria, ma........prima dove avevo la testa??
Quando si pratica l'arte del Kyudo bisogna sempre praticarla con la giusta concentrazione, "una freccia una vita" deve essere sempre presente nella mente di ogni arciere, la propria ombra.
Un falco punta la sua preda, ma non gioca, si concentra, non pensa al premio, ma va diritto al suo centro......e non manca.

mercoledì 7 settembre 2011

Kyu Hi - Conoscenza del materiale nello studio del Kyudo.

Nel bel Libro del Maesto Luigi Genzini (Kyudo la via dell'Arco - manuale tecnico), si parla dei sei punti della conoscenza da parte dell'arciere Heki dei materiali utilizzati per la pratica.
Si dice: Il Kyudo non è solo pratica e spirito, ma anche conoscenza.    L'arciere che usa l'arco ma non conosce l'arco, non conosce l'attrezzo che usa, è lui stesso un attrezzo"
Ai punti 4 e punti 5 a pagina 46 del libro nei 6 punti della conoscenza (kyu), viene elencato:
Punto 4 - Kiu-hi Conoscenza dei tipi di archi, frecce, del materiale in generale.
Punto 5 - Kiu-ho come si costruisce l'attrezzatura.
Ecco, dovendo fare un commento  non posso che legarmi a questi principi, nonostante la mia poca esperienza per la scuola Heki, ma lavorando nella costante ricerca di come avvenga la costruzione e la meccanica dei materiali utilizzati per la pratica del Kyudo.
Questo periodo mi stò concentrando sulla elaborazione di una propabile faretra "Ebira" sul modello di quelle antiche, e inoltre mi stò avventurando sulla realizzazione di punte per frecce da guerra, provando anche su queste, a basarmi su disegni e foto reperite sulla rete.
Non è che un divertente e culturale studio dei materiali, e spero che altri arcieri non intraprendano quest'arte come semplice gioco al tiro con l'arco, ma aspirino sempre alla conoscenza di tutto quello che c'è e c'è stato in passato nel kyudo Heki e non.
Nel frattempo allego solite foto casarecce dei lavori in corso.









sabato 3 settembre 2011

Il bersaglio e la fretta


Si può pensare di tirare al meglio ogni giorno che si pratica l'arte del Kyudo.
Eppure nonostante si possa comprendere molto bene la tecnica, si ha sempre qualcosa su cui riflettere della propria personalità, legata poi al risultato del tiro.
Oggi ho riflettuto che la fretta è davvero un osso duro da combattere.
Si è ben preparati nelle Hassetsu, ovverosia la forma tecnica per arrivare all'incocco e all'apertura dell'arco, ma è proprio in questo momento che si ha a che fare con se stessi.
La fretta, forse è un dilemma che è stato affrontato anche in passato, e ora sembra che nella giornata di oggi, mi sia venuta a fare visita.
Cosa questa che ci porta la conferma, vedendo le freccie farsi una passeggiata anomala verso il bersaglio "Mato".
La fretta, và forse affrontata con il respiro, ricordando come quando in zazen si segue l'andare delle onde del proprio respirare.
Mi rendo conto che  il Kyudo è un'arte completa, lungi a pensare che sia solo tecnica.
Serenamente me ne torno a studiare.