kyudo

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Un Diario di appunti sull'arte del Kyudo e non solo.....

giovedì 28 luglio 2011

Enso, il cerchio del nulla.



Può sembrare nulla, ma è il nulla, 
Può sembrare un cerchio, ma è realmente un cerchio,
eppure c'è un momento, nel tiro nell'arte del kyudo in cui si ha a che fare con questo cerchio.
La freccia parte, colpisce, tecnicamente perfetta, Si, ma chi ha colpito realmente??
Questo è il cerchio che ho disegnato personalmente, e personalmente a me non sembra nulla.
Ho capito veramente che "nulla" equivale veramente a "Tutto".

Il cerchio del nulla.


martedì 26 luglio 2011

Gli occhi di Daruma






Sospeso nel nulla, quello sguardo penetra nell'anima come un fulmine.
Ho provato a resistergli, ma solo per pochi secondi......, 
è davvero difficile comprendere dove ha inizio e dove ha una fine.
Eppure quello sguardo è una parte di me.
L'artista che ha creato questo kakejiku, deve essere davvero un vero maestro di vita.
Un'opera d'arte stupenda.

sabato 23 luglio 2011

Il lampo della certezza.

- Praticando tutti i giorni si perviene ad un lampo di certezza di se stessi e del centro che si tramuta in "Tsunomi no hataraki; a questo lavoro corrisponde l'azione di katte, la destra, senza ostacoli, senza vento, come naturalmente le gocce di rugiada cadono da una foglia di riso. _
Uragami Sakae Hanshi - Scuola Heki ryu Insai ha.



































venerdì 22 luglio 2011

Aspetti della pratica


Zanshin scritto in kanji

Dopo aver lasciato la corda ed effettuato una buona torsione mano / arco, la freccia vola verso il suo bersaglio.
L'arciere non termina però in quell'istante la sua azione, ma continua a seguire il volo della freccia concentrato fino all'ultimo, ancor più che la freccia penetra il bersaglio.
Quel momento dopo l'hanare, lo chiamiamo Zanshin " lo spirito che rimane" è molto semplice, ma non necessariamente facile, poichè a volte molti dimenticano quel momento.
E’ un concetto esclusivo delle arti marziali e per avere ulteriori delucidazioni dobbiamo guardare al suo kanji.
I kanji "zan" e "shin" possono essere letti in due modi. Kokoro-Wo-Nokosu che significa "Coscientemente compio l’azione di fare rimanere il mio spirito" e Kokoro-Ga-Nokoru che significa "Il mio spirito rimane inconsciamente, spontaneamente."
Questo perdurare cosciente della concentrazione, aiuta sempre e costantemente a rimanere presenti su ciò che si stà facendo, è sempre legato a quel concetto in cui non vi è lo spazio per far entrare nemmeno un capello.
Ieri sera è stata una buona serata per studiare con questo spirito.





giovedì 14 luglio 2011

A volo di Rondine

Dannazione!! ma perchè la gente urla!!  chiacchiera tanto e pratica poco, spesso si è partecipi di amici che hanno il "piacere" di parlare tanto.
Trovo poche persone dedite all'arte del kyudo che praticano con sincero silenzio e umiltà.
Pochi veramente praticano con il cuore (Kokoro), quest'arte bellissima.   
Non fanno altro che parlare, bla bla bla, un fiume in piena di chiacchiere inutili.
Lacchè, semplici lacchè.
Meno male che il volo di una bella rondine durante la lezione di ieri sera, mi ha fatto sorridere, e che dire poi della bella compagnia di una luna fantastica giunta quasi al pieno della sua bellezza.
Chiacchiere inutili, me ne torno in silenzio.







Foto: Kakejiku da asta e-bay.

domenica 3 luglio 2011

Appunti tecnici sullo Yumi.

La grande flessibilità dell'arco Giapponese, lo Yumi o Kyu, ha attraversato i secoli, mantenendo intatte le sue caratteristiche.
A differenza dell'arco Europeo, a cui ad un certo punto della storia si preferisce la balestra per perforare le moderne armature, la tecnica in Giappone viene perfezionata migliorando le caratteristiche elastiche dell'arco e l'energia espressa dall'arciere al momento del rilascio, energia espressa con la torsione bilanciata di arco e guanto.
Questa energia viene sfruttata dall'arciere in quegli istanti che intercorrono tra il rilascio della corda e l'uscita della cocca dalla freccia, aggiungendo così una forza propulsiva ulteriore.
Nel momento del rilascio, la mano sinistra (Yunde) che impugna l'arco torcendolo, sposta l'arco in modo che l'incocco si muova sempre nella direzione originaria della freccia, mentre per il guanto (Kake) viene effettuata una trazione con la sovrapposizione dell'indice e del medio alla punta del pollice (vedi trazione Mongola).
La corda (Tsuru) impegnata nella torsione della mano destra con la freccia e la cocca posta tra pollice e indice, subisce una lieve flessione che accorcia la lunghezza della stessa fornendo un'altra parte di flessione.
Al momento del rilascio della corda, pollice indice e medio non cesseranno volontariamente la presa, ma si apriranno allo scorrere della corda lungo il pollice.







venerdì 1 luglio 2011

Vuoto

Secondo , Takuan Soho, è fondamentale ricercare lo stato della "Non -mente - Non - Pensiero".......ma allora che cos'è che non fà muovere la mano a quel samurai alle spalle del bushi??



Yoshitoshi (1839 - 1892) Japanese Woodblock Reprint
Fujiwara Playing the Flute by Moonlight