kyudo

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Un Diario di appunti sull'arte del Kyudo e non solo.....

lunedì 27 giugno 2011

Castello Pandone a Venafro.

Ma che carina la città di Venafro, un'autentico gioiello storico del Molise e dell'Italia.
Ovviamente non poteva sfuggire il bel castello Pandone che si erge sulla sommità della Città, imponente e pieno di storia.      Appare oggi come un'autentica residenza antica, fatto questo dovuto a tutta una serie di trasformazioni avute in varie epoche differenti.        La prima fortificazione risale all'epoca dei Longobardi nel X°Sec., segue l'epoca dei Normanni, fu anche visitato da Federico II.    In epoca Angioina (1275) il castello subì delle trasformazioni con la creazione di nuovi ambienti migliorando il sistema difensivo con l'edificazione della Torricella e aggiungiendo agli angoli oltre alla torre longobarda, altre 3 torri di forma Tronco-conica, molto simile al Maschio Angioino di Napoli.
Nel 1443 con la nomina di Conte di Venafro, il Conte Francesco Pandone stabilì la propria dimora nel Castello di Venafro, assumendo la funzione di dimora signorile, e fù introdotto anche per scopi difensivi, un cammino di ronda, con merli per le armi da fuoco, fù  anche costruita la Torre del Mercato "Torre Caracciolo" nella città.
In seguito con il conte Enrico Pandone il castello subì ulteriori modifiche caratterizzato da ulteriori opere architettoniche di carattere rinascimentale.     Alcune stanze conservano ancora dei bellissimi affreschi che rappresentano ben 26 cavalli a grandezza naturale appartenuti al conte che rappresentano una vera unica rarità in Italia, e che lascia davvero stupiti per la bellezza dei tratti e della lavorazione, dove traspare un'autentica passione per questi esemplari di cavalli.
La famiglia Pandone mantenne il castello fino al 1528, dopodichè nel XVII sec. il Castello passò ai Peretti Savelli e nel secolo successivo alla famiglia Di Capua, ed in seguito nel 1744 il Castello passò ai Duca Francesco Caracciolo.      
Ho preso queste notizie dalla Brochure del Comune di Venafro, Assessorato al Turismo- Associazione Nazionale Carabinieri Nucleo Volontariato Protezione Civile, a cui và il mio ringraziamento per l'assistenza all'interno del Castello e per la interessante spiegazione da parte dei volontari dell'Associazione, che a titolo gratuito hanno il piacere di raccontare la storia del Castello e della città di Venafro.
Un Castello da Visitare e una città davvero con una grande Storia.


lunedì 20 giugno 2011

I colori dell'estate.




L'estate, porta con sè dei colori e dei paesaggi fantastici.
Oggi non ho mentore di cui parlare, parlano le immagini nei miei occhi che passano la palla alla digitale.
Ricordo che tempo fà, un mio vecchio istruttore di Kyudo, mi diceva che l'estate nel Kyudo, rappresenta il Daisan o l'apertura dell'arco (da sanbunoni a tsumeai per la scuola Heki),  e ricordo pure che tutte quelle similitudini mi affascinavano tanto erano talmente precise e ben scandite, .......peccato accorgermi in seguito, "a me che piace documentarmi", che erano le stesse belle  parole scritte sul libro di J.S. Morisawa  "L'arte del tiro con l'arco - il segreto del bersaglio"...., occhio ragazzi a chi impara il kyudo da un libro.
Comunque questa bella stagione la saluto con un buon thè gustandomi le belle tazze Raku della Maestra Ida Anfuso, regalo del mio caro Clan Familiare.
Che sia una buona estate per tutti.



mercoledì 15 giugno 2011

Meditando con Sengai.


A cosa paragonare la nostra vita?
A un lampo o a una goccia di rugiada…
Così penso – ma già non è più.


venerdì 10 giugno 2011

Le forme dell'Arco (Yumi).


Lo Yumi è senzameno un'arco interessante da molti punti di vista, dotato di una forma classica asimmetrica.
A differenza del nostro arco Occidentale, nel tempo è rimasto sostanzialmente lo stesso che veniva utilizzato molti secoli fà in Giappone.
L'arco in bambù Giapponese ha la singolarità del fatto che l'impugnatura non si trova al centro come per gli archi Occidentali, ma ad una distanza di circa un terzo dalla base.
Come già spiegato in un vecchio post, è un arco asimmetrico e quindi la spinta proviene dalla parte inferiore, mentre la sua parte superiore svolge due funzioni, ovverosia sostenere la corda dall 'Ura Hazu e come guida per la corda (Tsuru).
Ogni nodo di bambù svolge la sua funzione ed a un nome corrispondente, di cui mi piacerebbe parlare, ma purtroppo i termini sono in giapponese e trovo difficoltà nel nominarli, non oso nemmeno trascrivere il nome su questo post ma solo disegnandoli imitando quello che si riesce a reperire, poichè ne stò ancora studiando la loro funzionalità durante il tiro e la pratica nel dojo........ma non mi arrendo.
Comunque, in ogni sua parte, l'arco Giapponese è stato studiato appositamente, per renderlo incomparabilmente forte e flessibile.
Allego foto alquanto casalinghe, ma interessanti per lo studio di questo stradivari dell'arcieria.