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Un Diario di appunti sull'arte del Kyudo e non solo.....

sabato 6 novembre 2010

Minamoto no Tametomo.


Questa mattina una giornata epocale per la pratica al tiro.
Questo perchè il tempo era fantastico e tutto è risultato adeguato per una buona serie di tiri e dello studio della forma,....per dirla in breve il silenzio del luogo faceva pace con il nostro "vuoto mentale".
Come è nostra consuetudine dopo una serie di 16 frecce ci concediamo una pausa thè o caffè a seconda dei casi, nel nostro angolino composto con un buon tavolino rustico al punto giusto e un fitto boschetto di bambù che ci fà da tetto, e si finisce per nostra gioia, a parlare di archi, frecce, vini e tant'altro.
Argomento toccante del giorno comunque, è stata la storia dell'antico arciere Minamoto no Tametomo.
Dalle cronache del tempo (Guerra Gempei - 1180 - 1185), si narra delle gesta di questo possente uomo e samurai.   E' stato scritto che le sue frecce misuravano "dodici mani e due dita", e si suppone che usasse un'arco potentissimo da aver bisogno di cinque persone per tenderlo (Un vero cannone a ben vedere).
La leggenda racconta che durante l'epoca delle guerre gempei, Tametomo fosse stato mandato in esilio nell'isola di Oshima nella provincia di IZU.      Egli data la situazione della sua vita, considerava l'isola come suo possedimento, e si rifiutava a pagare le tasse al governo centrale, il quale con solerzia non tardò ad inviare verso l'isola un'armata di venti piccole imbarcazioni da guerra nel tentativo di farlo pagare.  
Alla vista di quelle imbarcazioni come gesto di sfida, Tametomo decise di tirare una grossa freccia bulbata sopra il ponte di una delle barche, che per sua fortuna invece colpì la linea di galleggiamento trapassandone lo scafo da cui cominciò ad imbarcare acqua.     Ovviamente possiamo immaginare lo stupore degli astanti a bordo, che vista la forza e la potenza di quest'uomo ben presto scelsero di ritirarsi nei loro lidi.
Molto bella è anche la rappresentazione fatta dal celebre artista giapponese Katsushika Hokusai di Tametomo, in cui tre abitanti (o demoni) del'isola di Onigashima tentano invano di tirare la corda dell'arciere, mentre lui con una mano tiene l'arco senza nessuno sforzo.

Ecco quest'argomento ha fatto si che dopo la pausa si sia ricominciato a tirare con più forza e qualche corda si sia beatamente rotta.    Perlomeno con quella corda rotta, ci si potrà sempre costruire un buon scaldacorde (Warajii o Magusune).
Questa giornata è andata devoluta alla fine, alla memoria di questo forte e valoroso arciere.
A Tametomo.......

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