kyudo

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Un Diario di appunti sull'arte del Kyudo e non solo.....

domenica 26 settembre 2010

Studio del tiro - Voglio studiare bene l' ASHIBUMI.


Ho ben in mente, che praticare l'arte del Kyudo include tutta una serie di regole importanti, che aiutano a perfezionare il tiro.        La costruzione di un buon tiro parte dai piedi, quì si studia la disposizione del corpo in relazione al bersaglio da colpire (ASHIBUMI).    Da quello che stò imparando, si parte aprendo il piede sinistro di 1/2 dell'apertura seguito poi dal piede destro seguendo sempre l'apertura in direzione del bersaglio (NAKAZUNI NO KANE).   L'apertura corrisponde alla lunghezza della propria freccia (YA).   Un tempo l'apertura corretta dei piedi veniva calcolata con la regola del ventaglio aperto (Ogi no kane).     Ogni qualvolta mi esercito al tiro, ho la buona abitudine di controllare che il corpo sia ben stabile in questa posizione, anche perchè ogni serie di frecce conficcate nel matoo nei dintorni mi prendono in giro gridando all'unisono "cambia sport datti alle bocce"...., ma sanno bene che non demordo. 
Dalla prima serie di quattro frecce, ho intravisto che il piede destro era leggermente arretrato rispetto alla linea destra, e ho quindi l'ho riportato sulla linea di tiro.
Nella seconda serie, ho dovuto spostare il piede sinistro leggermente indietro (Forse è ora che mi metto gli occhiali)
Nella terza serie ho leggermente migliorato la posizione, ma ahimé nonostante dei buoni tiri ho la conferma che devo lavorare ancor di più sull'Ashibumi, o forse anche su qualcos'altro che mi sfugge.
 Per concludere: questi non sono che piccoli appunti mentali che mi ricordano costantemente di migliorare, sondare e studiare quello che accade durante la pratica del Kyudo, che vale a dire tutta una vita intera di prove su prove ed esperienze vive in collaborazione con altri Kyudoka, ma mi rendo conto che queste considerazioni non sono altro che mie uniche impressioni poichè con l'Ashibumi al tiro influiscono un'infinità di altre variabili.   Accidenti!!!! ho l'impressione che davvero mi devo dare alle boccie.

mercoledì 22 settembre 2010

Autunno stagione del momiji kasane.


Eccolo quà....L'autunno, lo saluto con un'ottima tazza Raku o Chawan (regalo dell'artista Ida Anfuso appassionata ceramista e della cultura Giapponese).
Con L'occasione però voglio riflettere su una bella poesia o waka, scritta da Heki Danjo Masatsugo fondatore della scuola Heki Ryu:  

Diverse
Foglie d'acero 
si sovrappongono, 
fermamente lasciarsi andare
non sganciare senza tirare. 

Il Maestro, parla di foglie d'acero (Momiji kasane) che rappresentano per la scuola Heki, il lavoro di Tenouchi (il modo di impugnare l'arco con la mano sinistra) che và progressivamente aumentando nel corso del tiro.
Come il colore delle foglie dell'acero, dal verde della primavera, al forte intenso dell'estate fino ad arrivare al rosso dell'autunno con la caduta delle foglie.        A molti può suonare strano seguire il senso di questa fantastica poesia, ma a me e il mio arco, ora che è autunno dà vigore e voglia di approfondire il lavoro di Tenouchi che non è mai abbastanza.
Forse, infine sorseggiando la calda tazza di tè, riuscirò anche ad augurarmi che questo sia un buon autunno  e che ogni freccia tirata sia sempre unica.


per correttezza: La poesia è presa da "La via del Tiro con l'arco i testi segreti della scuola Kyudo Heki - di PaoloVilla con commenti del Prof. Mori Toshio - ediz. il Cerchio -  La foto del Tenouchi da Cityzendia.org.

domenica 19 settembre 2010

Il Castello di Giulio II° a Ostia Antica

I Castelli
Come fà un arciere a non ammirare simili luoghi dove una volta ci si addestrava veramente al tiro con l'arco?
Di tanto in tanto mi piace con il mio clan (famiglia), partire alla volta di qualche castello sperduto vicino o lontano, e dato che in Italia non vi è che da scegliere quale visitare, non perdiamo occasione per assediarne qualcuno......ehm!!! per scoprire la sua storia.      Questa estate abbiamo visitato il Castello di Giulio II° situato nel bellissimo borgo di Ostia Antica (Roma).     Un castello vero, con tanto di fossato e con una storia veramente straordinaria.    Peccato non poter fare lo foto degli interni (non sono consentite), ma comunque gli esterni e la visita al Mastio hanno fatto pace con i nostri mugugni.       Per chi fosse interessato alla visita e alla storia del Castello questo sito vi fornirà tutte le informazioni che vi saranno utili: http://www.ostiaantica.net/borgo.php.
Ma non finisce quì, poichè nella chiesetta si Santa Aurea, prospicente il castello,  lungo il perimetro della chiesa, ho fotografato su dei rilievi, armature e faretre di epoca Romana.    Interessante  risultano aperte come quelle greche e forse i Romani le hanno copiate proprio agli Ellenici, ma questa è un'altra storia.

sabato 18 settembre 2010

L'arco di Gomma

...o gomu yumi, un eccellente sostituto dell'arco quando non si può praticare nel dojo.   Questo l'ho costruito seguendo il disegno di quello che utilizziamo nel dojo dove pratico.   Qualcuno obbietterà che è materia da principiante, ma posso serenamente rispondere che lo considero davvero un elemento fondamentale per lo studio dello tsunomi "Torcere l'arco prima del rilascio - scuola Heki, e per la corretta forma del San bun no ni - due parti di tre nell'apertura dell'arco, sempre della scuola Heki.   Ciò che dà soddisfazione nel costruire questa attrezzatura è seguire l'insegnamento di questa scuola, nel paragrafo dedicato al KYU-KO o per meglio dire sul come si costruisce l'attrezzatura.   Ognuno di noi arcieri, dovrebbe costruirsene uno, primo per non dimenticare che si è sempre dei principianti, e secondo perchè si accentua la manualita e la creatività del materiale che si utilizza nel kyudo.     Il Gomu Yumi ad ogni rilascio pretende come con lo Yumi "L'arco" che sia presente Kokoro - Spirito. Anche questo compagno di studio ha tutto il mio rispetto, non parla, ma ad ogni errore sul tenouchi - presa e torsione errata, ci ammonisce lasciandoci teneramente sull'avambraccio sinistro una bella bistecca rossa.     Provate a costruirlo, è divertente.

venerdì 17 settembre 2010

Fudeko Ire Ecologico.

In un post precedente avevo illustrato il Fudeko Ire o contenitore della polvere che serve a frenare l'umidità del palmo della mano per permettere di lavorare meglio sullo Tsunomi (l'azione di torcere l'arco della scuola Heki), di alcuni membri del Dojo dove pratico.
Non soddisfatto di vedere i lavori degli altri ho pensato di costruirne personalmente un paio ammirando il bel boschetto di bambù presente ai bordi del campo di tiro.
La cosa interessante che ho utilizzato le basi di alcuni bambù che erano stati tagliati in precedenza dai giardinieri, non intaccando affatto gli altri rami vivi e riutilizzando ciò che altrimenti andrebbe buttato via come scarto, o ammirato come natura morta e bistrattata.
Ecologico perchè è legno riutilizzato, e poi perchè aiuta la mente a studiare le forme che possono dar vita ad un materiale che ci può essere utile per la pratica del Kyudo.
Non che non ammiri quegli splendidi lacchè invetrinati e costosi che si vedono nei vari shop su internet e pure costosi, ma insisto che ogni arciere di Kyudo, dovrebbe costruirsi da solo il materiale con cui pratica, per progredire nella conoscenza dell'arte che pratica.

giovedì 16 settembre 2010

Kyudo in Luna piena


Mi piace ricordare di questa estate, una bellissima serata passata insieme a tutti gli amici del Dojo di Kyudo per praticare il tiro con la luna Piena.
Erano le 19:00 del 24/08/2010 quando ci siamo incontrati come ad un simposio per attendere che la luna sorgesse piena nel suo buon splendore estivo.
Dopo aver preparato l'attrezzatura, quale l'arco (yumi), le freccie (ya), il guanto (kake), il sottoguanto (Shitakake), l'avvolgicorde (Tsurumaki), il contenitore per la polvere (Fudeko ire), innaffiato e compattato l'azuchi e sistemato i Mato e le lanterne per azzeccarci almeno un pò....tutto era pronto al tiro.
Ovviamente qualcosa brontolava verso le 20:00, erano le fameliche panze degli stoici arcieri che reclamavano un'altro tipo di pratica..........., quella del banchetto Lunare a base di ottimo prosciutto, pancetta, frittata con zucchine, pizza con verdura, pane ben cotto di Lariano e senza dimenticare il buon vino e dolce Napoletano ben fornito.
Alle 21:00 inizia la pratica, non senza prima aver posto il saluto (YU) al kamiza e a noi tutti per l'evento.
Si vedeva poco, ma il suono delle corde (kan) e l'impatto con i Mato (pan), faceva intendere che molte frecce andavano a segno.            Non abbiamo avuto tanto il tempo di considerare come le frecce pentetravano nel mato o perlopiù nell'Azuchi, anche perchè ad ogni "Dozo" dato dagli amici che raccoglievano le frecce, un'altra serie era già pronta per il tiro.
Un buon caffè verso le 22:30 ha fatto la sua sporca figura per mantenere svegli gli occhi di tutti noi, che imperterriti abbiamo tirato fino alle 23:00, ora in cui anche la luna ci ha dato un'occhiata come a dire: "ma volete annà a dormire???".
Una bella serata estiva davvero, non dimenticando la beata compagnia di arcieri che mi hanno fatto compagnia durante il banchetto e il tiro.
Quindi alle 23:50 tutto era in ordine e si spengevano gli ultimi lanternini accesi e buonanotte a tutti.
Alla prossima luna Piena, e che praticare il kyudo così allegramente sia per tutti un buon augurio.
Allego diapositiva casareccia dell'evento.            (Clik sull'imagine per ingrandirlo)

mercoledì 15 settembre 2010

Samurai a Cavallo con Ebira

Questi giorni stò davvero allenandomi parecchio, e non è male, ma quel tarlo di costruire una faretra (Ebira) mi tormenta.
Sempre cercando tra i testi in biblioteca ho trovato queste due xilografie con due samurai a cavallo, e mi hanno colpito quel tipo di faretra che indossano, ma non solo, anche il tipo di arco con cui stanno tirando.
Nel primo caso si tratta di uno scontro in battaglia in cui il primo samurai ha un'arco "shigeto" tipico in battaglia, mentre nel secondo caso, si tratta di una caccia al cervo, e vi è un arco "forse un Maruki no Yumi" o arco di legno tondo costituito da un'unico pezzo.........interessante.
Interessante è anche osservare che nella prima figura la faretra "ebira"  è posta sull'anca sinistra dell'arciere, mentre nella seconda figura è posta sulla destra, e da quanto ne sò era questa la posizione esatta per estrarre le freccie......., forse si tratta di un piccolo errore di disegnatore.
Come al solito non sò contenere la mia curiosità che spazia da oggetto a soggetto, ma vista la difficoltà a reperire informazioni, mi adatto gustandomi vecchie xilografie di libri che solo in pochi hanno il coraggio di spolverare nei scaffali di qualche biblioteca come quella dell'Istituto di cultura Giapponese a Roma.
Forse ahimé dovrò davvero adattarmi alle xilografie per costruirmi la mia Ebira.

martedì 14 settembre 2010

Faretra

Non potevo esimermi dal parlare di un'oggetto così caro all'arcieria giapponese e in questo caso della scuola heki per il tiro da guerra.       La faretra Giapponese (Ebira), rientra in quei lavori di artigianato a me tanto cari al cui fascino non riesco a resistere.      Ne ho veduta finalmente una, costruita da uno dei nostri arcieri del dojo, ed abbellita con una bella libellula e un set di frecce che ne facevano da protagonista.
Questa faretra si presenta aperta in modo tale da permettere durante il tiro, la rimozione di una freccia per volta portata sull'anca destra.       Anticamente, da quanto ho reperito sulla rete era ricoperta da uno strato di pelle di cinghiale con tanto di peli irti che quasi sicuramente ad intuito servivano a proteggerla dagli agenti atmosferici quali l'acqua, fango o neve sui campi di battaglia.    In un bel video d'epoca tutto in Giapponese su Youtube si può vedere perfettamente la cerimonia "koshiya" in tutta la sua bellezza e perfezione, in cui si possono ben notare le faretre degli arcieri e l'uso che ne viene fatto.      Non amo copiare i siti o i video degli altri, e in questo caso per chi vuole vederlo può trovarlo su Youtube - ricercando Satsuma Hekiryu hoshiya, non vi pentirete di vederlo.
(Tsukioka Yoshitoshi, Fujiwara no Hidesato, August 1890. From the Thirty-six Ghosts)

lunedì 13 settembre 2010

Lo Yumi da studiare

Alcune foto che ho recentemente scattato durante la pratica e per gentile concessione degli amici del dojo, le voglio inserire nel blog, poichè è un piacere degli occhi guardare questi bellissimi esemplari.
Quello in bambù  (Take) al centro è il mio , e a dire dei più esperti ha una certa età, è un arco usato e va usato con una certa parsimonia, anche se sospetto che vada corretto nella parte centrale del nigiri (Impugnatura), che a tempo debito dovrò farlo corregere da qualche persona competente, in modo da capire come lavorare al meglio con l'arco.
  

domenica 12 settembre 2010

Generale Gamò Kataide e il suo Grande arco.



Questa interessante illustrazione, tratta da "Pictorial Biografy of Toyotomi Hideyoshi the unifier of Japan ehon Toyotomi kunkoki by Ichiyusai Kuniyoshi from the woodblock edition of 1855 - 1884 - w.m. hawley" ci mostra questo ardito Generale tendere il suo SHIGETO YUMI pronto a scagliare contro un gruppo di samurai del Signore Nobunaga una freccia con una Yajiiri (punta da freccia) O-karimata, protetto da una barriera-scudo (Tedate).      Lo SHIGETO YUMI era e lo è tuttora un'arco ricoperto di diversi strati di Urushi (Lacca), ed era avvolto con bande parallele di filo sottile prima ancora che venisse applicata la lacca.     Questa copertura lo rendeva resistente (ecco spiegato perchè nelle illustrazioni antiche, i samurai hanno sempre con loro in battaglia questo eccezzionale arco) e ad oggi è ancora costruito da pochi artigiani, il che lo rende molto costoso, e data la loro potenza non dovrebbe essere adatto all'uso quotidiano.
Nell'illustrazione è presente anche un tipo di freccia con una punta denominata "karimata - foggiata a zampa di rana aperte".     Di questo tipo di punte, molte illustrazioni dimostrano quanto in battaglia se ne facesse uso, addirittura su "Japanese Polearms di Roald M. Knutsen - The Holland press, London 1963" ve ne è fotografata una a forma di falce che veniva utilizata per tagliare il sartiame delle vele delle navi.

Nei prossimi post aggiungero delle foto di vari tipi di punte da freccia.
Oltre alla pratica nel dojo, per imparare la forma e la tecnica, è per me necessario anche aggiungiere la ricerca nei testi reperibili, poichè quì da noi è  un pò complicato avere tante informazioni per incrementare la conoscenza dell'arco Giapponese e delle sue componenti, e le illustrazioni e xilografie offrono un'ottimo campo dove cercare e capire.

sabato 11 settembre 2010

Fudeko Ire - Giriko Ire

Il Fudeko Ire è un contenitore che contiene una polvere (fatta di cenere di riso o di osso di seppia) che viene distribuita sul palmo della mano per permettere una buona presa sul nigiri (impugnatura dell'arco), per ridurre l'umidità delle mani durante ogni serie di tiri.     Stò imparando ad usarla e devo dire che effettivamente dopo due serie di tiri, torna molto utile per frenare l'umidità del palmo della mano provocata dal lavoro di Tsunomi (l'azione di torcere l'arco nella scuola Heki).

Giriko ire è un tipo di contenitore, spesso a forma di zucca e di corno che contiene un tipo di polvere di resina che viene applicata al pollice del guanto (Kake) la quale aumenta l'adesione delle dita appoggiate sul pollice.

Nella foto sopra sono rappresentati alcuni tipi di Fudeko Ire e Giriko Ire utilizzati dai kyudoka del dojo dove pratico.



mercoledì 8 settembre 2010

Equipaggiamento per lo yumi.

Importante per la manutenzione dell'arco e per il suo buon utilizzo è avere a disposizione sempre uno scaldacorde (Warajii o Magusune), un cuscinetto fatto di canapa o realizzato con le corde rotte durante il tiro.
Ne ho realizzato un esemplare che puntualmente prima del tiro utilizzo per scaldare le corde, ed in qualsiasi temperatura.   Qualcuno me lo ha sconsigliato in questo periodo di calura, ma ho verificato più di una volta che a me la corda o (Tsuru)  non mi si è mai rotta, mentre a tanti invece ostici in tal senso, durante la pratica è saltata.
La mia esperienza finora mi consiglia di usarlo ogni qualvolta l'arco viene utilizzato per il suo scopo.
Altro strumento utile, sono le due piastrelle di legno (DOHO), utilizzate per preparare l'incocco (Nakashikake), di facile realizzazione, che vanno strofinate al punto di incocco dopo aver incollato la canapa allo tsuru.   Infine un'oggetto importante, l'avvolgicorde (Tsurumaki) di cui ho imparato a portare sempre con me con un'altra corda pronta per l'uso nel caso durante la pratica se ne rompa una.    Per la buona pratica e per seguire la regola, è importante tenerlo sempre a portata di mano.   Un compagno di pratica essenziale.

domenica 5 settembre 2010

Il grande arco Giapponese "lo Yumi"



Che spettacolo!! uno stradivari dell'arcieria, senzameno l'arco più lungo del mondo.
Lo Yumi, questo il nome in Giapponese, ha la particolarità che l'impugnatura o "Nigiri" non si trova al centro come gli altri archi, ma ad un terzo dalla base,.......più esattamente un arco asimmetrico.        Essendo asimmetrico, la spinta per il rilascio della freccia, avviene dalla parte inferiore.    La parte superiore sostiene la corda e serve da guida.    Al momento del rilascio, la parte inferiore fornisce una potenza ulteriore aiutata da un forte tsunomi (scuola Heki).     La sua Costruzione ancor di più interessante è costituita da diverse strisce di bambù foderate lateralmente da strati di legno di gelso.  Il legno di gelso è soffice e flessibile che unito al bambù con la sua notevole flessibilità e forza ne fanno uno strumento veramente potente.     Attualmente esistono anche degli archi in fibra di Carbonio, con costi un pò meno onerosi, ma la loro resa non è proprio del tutto reale come con il bambù, poichè l'arco in bambù risente dei cambiamenti climatici e della buona manutenzione, in breve si può definire un'arco vivo.