kyudo

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Un Diario di appunti sull'arte del Kyudo e non solo.....

giovedì 30 dicembre 2010

domenica 26 dicembre 2010

Quì ed ora!!

E' fonte di vanità la ricerca di un momento unico e irripetibile che nessuno intorno a te può percepire, se non te, con il tuo arco e con la tua freccia??

Una poesia recita:
Non si deve pensare 
Al prima e al dopo,
All'avanti., all'indietro.
Soltanto la libertà 
Del punto di mezzo.

La libertà del punto di mezzo.......per l'appunto......., e la freccia arriva a colpire dove deve colpire.

giovedì 23 dicembre 2010

Urori, il momento dello sgancio.

Una goccia cade da una foglia, l'immagine per il migliore momento per sganciare la freccia.
Dal Manuale "Termini tecnici del Kyudo" del maestro Inagaki Genshiro Yoshimichi e del Prof. Mori Toshio. - scuola Kyudo Heki Ryu Insai Ha




sabato 18 dicembre 2010

Buon Heki Natale

La semplicità e la serenità di questo disegno di mio figlio fà da maestra ad ogni teoria sul Kyudo.
Un nuovo arciere stà per nascere per la scuola Heki.

venerdì 17 dicembre 2010

Nuovi Kakejiku acquistati, e finalmente un bel falco.
Stasera ho questi due nuovi ospiti con cui prendere un buon Thè.
Semplicemente un bel momento.
Il samurai con accanto l'armatura, ha il Mon (stemma di famiglia) appartenente alla Storica famiglia dei Minamoto, tradizionalmente datato alla battaglia di Dan no Ura nel 1185 (Heike Monogatari - Guerra dei Gempei).
L'impiego dei mon sembra risalire alla guerra dei Gempei (1180-1185), dove sono stati utilizzati sulle insegne a fianco a preghiere buddiste, invocazioni Shinto, e la poesia eroica.  Il Mon della famiglia dei Minamoto è rappresentato dalla pianta della Genziana (Sasa Rindo).
Fonte per la ricerca:
http://sevenmonkey.mit.edu/Japan/Mon/Minamoto%20Gentian

giovedì 16 dicembre 2010

Yumi ya, Yanone e yajiri.

Oltre l'arco, la componente del kyudo che tanto mi affascina è la maestria artigianale nel costruire le frecce e le loro punte.       Grazie agli amici del Dojo , Marco e Stefano, ho potuto ammirare degli esemplari davvero straordinari, da cui non ho potuto fuggire nel fotografarli, sopratutto le Punte /Yanone delle freccie di Stefano, acquistate tempo fà in Giappone e antiche come manifattura.
Le punte Yanone, sono di ferro, e sono punte da freccia usate in battaglia e la caccia, elaborate da grandi artigiani.        Sono costituite da una punta (Nagasa), che di solito sono di 3 - 6 cm di lunghezza, e di un codolo (Nakago) che permette alla punta di entrare nel vano della freccia, (quasi come avviene nelle lance Yari).        Le punte forgiate in alta qualità sono ornate con Yasurime e firmate con un Mei semplificato.
Dalle ricerche che ho fatto sulla rete, si parla anche che le yanone, siano fatte da due diverse componenti di ferro, che poi a caldo, vengono piegati e saldati insieme in tanti strati, da quì il detto che le "Yanone di qualità" sono sempre forgiate, e mai prodotte da stampi, proprio come avviene per la creazione di una "Shinken o Katana".     Le punte da freccia di Marco, le prime rappresentate nelle foto sono punte da mato-mae o da sabbia, mentre l'asta è di Bambù con piume di Falco, e sono state costruite da un arciere  heki - artigiano Italiano e direi anche di un'ottima fattura, con un tocco di lacca (Urushi) verso l'apice.
Le freccie di Stefano sono state costruite in Giappone da un'artigiano, anni fà, e le punte sono davvero antiche.
La prima rappresentata nella foto, è del tipo piatto (Hirane) con inserti traforati (Sukashi) che come in questo caso raffigura il fiore di ciliegio (Sakura), ma in molti casi è adornata con Mon dei clan a cui appartenevano gli arcieri, o animali o addirittura figure religiose.       Di tali punte, altamente decorative, oltre ad avere uno scopo di offerta per i santuari o doni, si dice che era anche considerata come l'ultima freccia nella faretra di un samurai, rilasciata solo quando la battaglia era perduta e la morte con onore era l'unica opzione.
Il secondo esemplare, è del tipo a piede d'oca o biforcata (Karimata), di cui ne avevo già parlato in un vecchio post.     Le Karimata erano utilizzate per infliggere ferite letali, per la caccia e per tagliare le cime delle navi, e quindi disalberarle.
Davvero degli esemplari eccezzionali, di cui oggi trovarne degli esemplari in vendita oltre ad essere una rarità, hanno un costo davvero oneroso, ma che vale sicuramente la pena acquistarne degli esemplari.

giovedì 9 dicembre 2010

Castello Theodoli di Ciciliano.

Orsù direbbe Artù.
Questo castello me lo sono gustato insieme al Clan familiare, a base di Pizzocchi, polenta e gustose caldarroste.,in occasione della Festa di San Martino, nella cittadina di Ciciliano (Roma).
Il Castello è posto a 618 metri in posizione strategica sulla sommità del colle Ciciliano, tra i Monti Ruffi e i Monti Prenestini.    La struttura ha come nucleo originario la Rocca, eretta fra il 1050 e il 1115, dall'Abbazia Benedettina di subiaco a protezione dei suoi fondi.    Il Feudo di Ciciliano è stato a più riprese proprietà della famiglia Colonna, dal 1357 al 1563, in contesa con la Santa Sede e l'Abbazia di subiaco, fu poi acquistato dalla Famiglia Massimo, che lo vendette nel 1572 con titolo di Contea a Monsignor Gerolamo Theodoli Vescovo di Cadice.  La Famiglia Theodoli che concesse il primo statuto di Ciciliano nel 1579, Ha mantenuto i diritti feudali fino al 1816 ed è tuttora proprietaria del palazzo.     All'interno del Castello troviamo un corpo di guardia, una scalinata che con un portico conduce alle sale di rappresentanza al piano nobile, una cucina, un grande forno e un torchio per pigiare le uve con vasca di raccolta.
Cosa interessante che al centro della corte, vi è collocata un'ara funeraria romana, proveniente dal territorio della vicina città di Trebula Suffenàs, antico Municipio Romano di origine equa che sorgeva sul passo della Fortuna (Ciciliano).    Al piano nobile troviamo una serie di stanze compresa una cappella e uno stanzone con un camino sulla cui sommità è dipinto il blasone della Famiglia Theodoli.    Vi è inoltre un giardino pensile con piante secolari con ai lati un camminamento per la ronda.       In ultimo negli ambienti sotterranei del castello sono collocate le carceri, in cui sono presenti dei graffiti fatti dai detenuti ospiti della prigione in quegli anni.
Pant pant! una bella giornata e un'altro castello da raccontare, e bella anche l'atmosfera creata per l'occasione dai cittadini di Ciciliano.



   

mercoledì 8 dicembre 2010

Magusune o warajii

 Durante la pratica dopo una certa serie di tiri avviene spesso che le corde raggiungano il loro limite e si spezzino.
Noi utilizziamo quelle corde per costruirci quello che sarà poi uno scalda corde (WARAJII o MAGUSUNE), utilizzato per sciogliere bene le fibre della corda (Tsuru).
Beata rete globale, in cui oramai si può veramente trovare tutto, e grazie a questo aiuto ho iniziato a costruirmene qualcuno, il che mi stà divertendo molto poichè mi fà avvicinare a quella manualità personale richiesta all'arciere della scuola Heki.
La scuola Heki, offre la possibilità di imparare a conoscere il materiale con cui si pratica, ed io mi diverto ad imparare.
Allego solite foto del momento.