kyudo

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Un Diario di appunti sull'arte del Kyudo e non solo.....

giovedì 21 aprile 2016



Raccontava Yamamoto Tsunetomo nella sua Opera "Hagakure".......
Un maestro di spada, ormai anziano, dichiaro': "nella vita, ci sono diversi gradi di apprendimento.
Al primo si studia, ma non si ricava niente e ci si sente inesperti.
Al livello intermedio l'uomo è ancora inesperto, ma consapevole delle proprie mancanze e riesce anche a vedere quelle altrui.
Al livello superiore diventa orgoglioso della propria abilità, si rallegra nel ricevere lodi e deplora la mancanza di perizia dei compagni.
Costui ha valore e si comporta come se non sapesse nulla.
"Questi sono i livelli in generale.
Ma ce n'è uno che li trascende, ed è il più eccellente fra tutti.
Chi penetra profondamente in questa Via è consapevole che non finirà mai di percorrerla.
Egli conosce veramente le proprie lacune e non crede mai, per tutta la vita, di aver raggiunto la perfezione.
Senza orgoglio, ma con modestia, arriva a conoscere la Via.
Si dice che una volta il maestro Yagyu Munemori osservò: il praticante della via avanza giorno dopo giorno: oggi diventa più abile di ieri, domani più abile di oggi.
L'addestramento non finisce mai.



domenica 17 aprile 2016

Tate lo scudo.

Spesso guardando vecchi filmati sul tiro da guerra degli arcieri nipponici, il mio sguardo si è soffermato sul bersaglio contro il quale essi si esercitavano.
Questo bersaglio ha una forma rettangolare con delle bande orizzontali è c'è il bel da chiedersi il perchè abbia questa forma, diverso da quello ordinario di 36 Cm di forma rotonda, ed il perchè sia usato in questa forma per il tiro da guerra Heki che si tramanda fino ai giorni d'oggi!!
I Samurai a differenza dei Cavalieri Occidentali, non utilizzavano scudi per uso difesa personale, ma bensì come barriera a difesa di centri abitati, durante le battaglie campali o di fortificazioni / Castelli.
Da quello che si riesce a reperire sulla rete internauta, erano costruiti in legno con guarnizioni in cuoio e di varie forme, inoltre con l'avvento delle armi da fuoco (archibugi) vennero rinforzati con piastre in ferro.
Sembra inoltre che ogni scudo, recasse dipinte decorazioni (Mon) rappresentanti il casato di provenienza.
Rimane il fatto che personalmente all'epoca io non esistessi e quì da noi nessuno ne sà niente.........ahimè!!! mi attengo a quel che di buono esiste in rete o su vecchie xilogarife stampate.













lunedì 21 marzo 2016

nuova primavera

Nuova Primavera.........tanti nuovi colori.


Arriva la primavera
anche alla montagna che 
nemmeno ha nome.
Foschia chiara.
Matsuo Basho'



giovedì 18 febbraio 2016

In uscita un nuovo libro.


IL MITO DELLO ZEN NELL’ARTE DEL TIRO CON L’ARCO

Di ritorno da un bel viaggio in Giappone, una mia cara amica arciera del Dojo, mi ha confidato che trovandosi al cospetto di un kyudoka con tanto di arco, faretra e hakama al completo, ad una fermata dei mezzi, gli abbia chiesto che stile di kyudo praticasse ........, con la consolante risposta, tutta in veste tipicamente Nipponica....; "mah!! io pratico Kyudo, da voi esistono altri tipi di kyudo?
A volte penso che sia questa semplicità che mi affascina da sempre del popolo Giapponese, e non credo che sia assolutamente superbia nei confronti dei forestieri, ma che è veramente così.
Nella realta' esistono davvero scuole legate ad un passato feudale giapponese ed alcune moderne con degli stili diversi tra loro nelle forme e anche nei contenuti, taluna legata al tiro Shamen (Tiro di fianco) e taluna legata al tiro Shomen (davanti).
Un bel libro del Sig. Yamada Shoji, smuove le acque, a mio giudizio sul contenuto del vero tiro con l'arco Nipponico, da non confondere con la pratica zen, raccontata nello storico libro di Heugen Herrigel "Lo Zen e il tiro con l'Arco" che quasi dato per scontato, è stato il mio primo libro sul genere.
Do con piacere il mio contributo alla diffusione di questo libro, edito dalla Luni editrice e dal costo di € 15,00.


sabato 30 gennaio 2016

Castello estense di Ferrara.

Mi si presenta nel bel mezzo della nebbia nel centro della stupenda Ferrara questo bellissimo e imponente castello medievale.     Una grandiosa e direi intatta costruzione difensiva e medievale che risale al 1385 , per merito di Nicolo' D'Este "lo zoppo". Un ampio fossato posto a difesa del fortilizio e robuste torri che vennero rimaneggiata nel tempo.    All'interno sale gotiche stupendamente affrescate che in molte raffigurazioni rappresentano la storia del castello di Ferrara e del territorio circostante.     Presenti nel castello alcuni capolavori dei maestri Giovanni Boldini e Filippo de Pisis che incorniciano d'arte l'intera Struttura.
Della citta' di Ferrara posso dire che si respira aria di arte e di bella gente, un posto dove tornerei con piacere.