kyudo

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Un Diario di appunti sull'arte del Kyudo e non solo.....

mercoledì 21 dicembre 2016

Qual'è'mai lo spirito di chi non sopporta il vuoto di giorni Inoperosi? 
Non c'è' niente di più' bello che starsene da soli, senza aver nulla per cui affannarsi. 
Se si obbedisce alla logica del mondo, l'animo, sedotto dal fango delle illusioni, sarà' pronto a smarrirsi; e stando tra la gente, le parole, in ossequio alle opinioni altrui, mancheranno di ogni sincerita'. 
Si scherza con gli altri, si litiga per le cose, ora si odia, ora si esulta; non si placano mai i moti dell'animo. 
Inquieti si affollano i pensieri, profitti e perdite si soppesano senza tregua. 
In questo smarrimento si è' come ubriachi, e da ebbri si fabbricano sogni. 
 Si corre quindi affannati di impegni, e ci si perde nello stordimento: per tutti gli uomini e' così'. 
 Ma pur non conoscendo la vera via, se si acquieta il corpo allentando i vari legami, e si placa lo spirito astenendosi dagli impegni del mondo, possiamo ben dire che si prova allora una parvenza di felicita, anche se momentanea. 
 Nel Makashikan e' scritto: < Troncate ciò' che vi lega: le occupazioni, le compagnie, il talento nelle arti, il sapere > 

Tratto da:   Tsurezuregusa "Ore d'ozio"Kenko Oshi


lunedì 12 dicembre 2016

lunedì 3 ottobre 2016

Faretra Shiko


Di questa faretra poco si sa' se non in qualche illustrazione o qualche reperto antico di cui non se ne conosce bene l'occasione per il suo utilizzo.
Ho dovuto lavorarci sopra basandomi solo su disegni, e su un modello di un amico arciere, ed ai modelli originali esposti nel museo Stibbert di Firenze.
Un lavoro divertente come sempre.
Sarei davvero soddisfatto se qualcuno mi potesse dare delle delucidazioni sull'utilizzo di questa faretra nei tempi passati (uso tiro da guerra?? uso caccia??yabusame??)..., personalmente continuo a cercare.
Una sola foto ho trovato nella rete al riguardo dell'utilizzo di questa faretra, nello Yabusame di cui allego immagine.



  













sabato 20 agosto 2016

Castello del Tramontano a Matera.

Non finiro' mai di dire che noi in Italia si potrebbe vivere unicamente di rendita utilizzando l'arte del passato per creare lavoro, ma un lavoro fatto davvero bene.
Visitando la meravigliosa città di Matera in Basilicata, e per un errore di viabilità, mi si para dinanzi su una collinetta questa stupenda opera incompiuta nel tempo dal suo feudatario, tale Conte Giovan Carlo Tramontano che ahime, fu interrota dalla sua prematura morte che rimando alla storia su Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Castello_Tramontano.
Come dicevo Matera è una cittadina di indescrivibile bellezza che fotografarla significa scaricare totalmente la memoria di Tablet e quant'altro, ma per me che sono un'appassionato di Castelli Storici, la vista di questo manufatto mi ha riempito di euforia.
Sembra che in Italia ogni città abbia il suo Castello da raccontare e dietro una storia avventurosa di capitani di ventura e feudatari.
Una bella città quella di Matera che consiglio vivamente di visitare e fantastica cucina tradizionale.










martedì 16 agosto 2016

Visita a Castel del Monte.

Il cielo azzurro della Puglia è qualcosa che ti stordisce davvero, è di una bellezza indescrivibile.
Questa volta e dico finalmente sono riuscito ad arrivare a mettere piede nello storico castello di Federico II° di Svevia un vero " Stupor Mundi", fatto realizzare intorno al 1240.
Quante volte da ragazzo mi ha incuriosito la storia di questo imperatore, tra l'altro amante della Falconeria, celebre per aver scritto De arte venandi cum avibus (sull'arte di cacciare con gli uccelli), ed ancora un autentico appassionato di castelli (se ne trovano ovunque in Italia).
Dunque, per chi fosse interessato alla storia di questo castello, evitando di scopiazzare qua e là indico il sito davvero interessante dedicato ad esso: http://www.casteldelmonte.beniculturali.it/index.php?it/94/la-storia.


























martedì 19 luglio 2016

Bersaglio in una sera di Luna.

"Le nubi di tanto in tanto
ci danno riposo
mentre guardiamo la luna"

Matsuo Basho (1644-1694)








mercoledì 6 luglio 2016

Riflessioni.


Kyudo è negli ultimi centimetri di freccia...., diceva così il Maestro Inagaki.
Questa frase apparentemente semplice nella sua forma ed intuibile solo con il pensiero nel mio caso, risulta un koan (come diceva tempo fà un maestro Zen, "un luogo dove viene a trovarsi la verità") davvero impegnativo.
Arco e freccia lavorano molto bene ma è l'arciere che fondamentalmente deve sforzarsi a comprendere "quel momento".
Con gli anni mi rendo conto che lo studio di questa tecnica di tiro dal sapore antico, è davvero impegnativa ma allo stesso tempo di natura riflessiva, che permette a chi studia di ragionarci sopra ed arrivarci con il tempo.
Anche se ci volesse una vita e uno spazio ridotto ad un giardino per l'allenamento, mi entusiasma affrontare lo studio del tiro della scuola Heki.