kyudo

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Un Diario di appunti sull'arte del Kyudo e non solo.....

martedì 14 aprile 2015

Racconti dal passato.


E' una gran fortuna per me, aver sempre un buon esempio su cui ragionare  nei momenti di difficoltà nel tiro.
Ogni volta che catatonico mi soffermo a ragionare su un problema nel tiro che mi è stato fatto notare, si mette in modo quello che definirei il mio momento dei "Monsoni d'Inverno", un turbine di pensieri e di ossa e pelle che non ti seguono.     
Sistemo quì, metto la sinistra....aggiusto la destra, torsione....nobiaiii e............., ok si ricomincia.
Quel grande trattato della Scuola Heki (Densho) del Maestro Insai, il Mokuroku, il Mugonka e le hika, suonano come un tamburo  che ogni volta ti riporta all'attenzione e alla considerazione di come lavorare durante il tiro.
Un colloquio diretto con un buon passato di arcieri che ancor oggi fà rumore dentro, e la cosa più interessante è che ha portata di mano di ogni appassionato sul genere.
Mi soffermo su questo passaggio che ha da insegnarmi:

"Ottava poesia
Se il gomito destro dell'arciere
cade verso il basso
l'apertura non è abbastanza,
e così pure nobiai."

Spiegazione del maestro Mori, seguendo il commento di Insai:
Questa poesia è collegata anche alla decima. Dice in sostanza che se qualcuno esegue un hōzuke
basso, non apre completamente l’arco e il braccio destro perde forza, non è possibile ottenere un
buon tiro.



venerdì 10 aprile 2015

L'azione del momento vuoto.

..l'azione e' completamente incontaminata e si trasmette riverberando profondamente nell'animo  dallo stesso modo di come un fiore sboccia, senza alcuna causa, senza alcuno scopo, ma solo sboccia, da vuoto e nel vuoto.







giovedì 19 marzo 2015

Senza ottenere nulla.

....senza ottenere nulla, senza avere uno scopo, senza essere influenzati dalla vostra intelligenza personale, senza mostrare superbia per l'esperienza che avete acquisito nel dojo......senza voltarvi indietro per guardare il tempo.


"Se vi abbandonate all'espirazione e lasciate che l'inspirazione vi riempia con un ritmo armonioso di entrata-uscita, non resterà che uno zafu sotto il cielo vuoto e il peso di una fiamma"

Koun Ejo (1198 - 1280) dal Komyozo zanmai

domenica 15 marzo 2015

Appunti Koshi - ya il tiro storico.


Mentre in Europa si lasciava l'arco per passare alla Balestra, in Giappone veniva perfezionata la tecnica del tiro con l'arco per aggiungere una maggiore forza di penetrazione nelle armature - corazze degli avversari nel campo di battaglia.
Ciò che era in passato è rimasto ancora per perpetuare questa tecnica scoperta anticamente sui campi di battaglia e provata oggi con sistemi tecnici informatici.
La scuola Heki conserva oltre al tiro regolare dei 28 mt. nel dojo, il tiro da guerra.
Non di facile apprendimento ed impegnativo, ma per un arciere avanzato che riesce nella corretta esecuzione dei movimenti e della tecnica, deve trattarsi di un completamento degli studi intrapresi nel tempo.
Mi è piaciuto davvero tanto farne dei fotogrammi su carta, da non prendere assolutamente come esempio per provare senza un istruttore che ne conosca la pratica,  questo rimane per me uno studio personale.
La Scuola di Arco Heki, Antica è.













































martedì 17 febbraio 2015

NICHI NICHI KORE KONICHI (Ogni Giorno è un Buon Giorno)



Per la cerimonia del thè, quando entri nella stanza la prima cosa che vedi è il Tokonoma, e quello che il Kakejiku dice è il tema fondamentale della cerimonia.
In questo bel giorno mi gusto pienamente il momento, e il thè fumante non da altra scelta.




lunedì 9 febbraio 2015


Una spianata di colori in primavera, e la luna in autunno
La fresca brezza dell'estate, e la neve d'Inverno
Ogni stagione è una buona stagione.



giovedì 15 gennaio 2015

Ashigaru.



Gli Ashigaru (Trad. Piede leggero) erano la fanteria dell'antico Giappone.
Venivano assunti nell'esercito regolare e pagati con il bottino di guerra.
I samurai durante le battaglie che segnarono il Giappone si resero conto dell'importanza di questi soldati addestrati con arco lancia ed in seguito con archibugi, fatto questo che comportò nell'organizzazione sistematica e vitale per ogni esercito, la loro presenza.
L'importanza del ruolo di questa fanteria Ashigaru si può verificare studiando i  numerosi abiti ed armature dell'epoca nonchè di numerosi ritratti.
  La loro armatura era di costruzione semplice, composta da poco più di una corazza (Do) con protezioni (Kusazuri) per le parti basse, insieme a un semplice casco chiamato Jingasa.
Le armature rimaste, presenti nei musei, dimostrano in molti casi che i Daimyo fornivano le armature a questi soldati  fornendole di uno stemma familiare e colore del proprio casato, ed inoltre di uno stendardo (Sashimono) che veniva inserito sulla schiena con un motto, fatto questo inequivocabile che si era arrivati al punto di fornire a questi soldati una regolare uniforme militare.
Durante il periodo delle guerre Gempei (1180 - 85) l'arma degli ashigaru era composta da spade e lancie e dagli archi.
Poi dal 1.550 vediamo la fanteria Ashigaru utilizzare degli archibugi e quindi delle armi da fuoco.
La battaglia di Nagashino (1575), dimostrò come l'uso degli archibugi potesse cambiare le sorti di una battaglia, e l'archibugio diventò parte  fondamentale nell'armamento di questi soldati dal piede leggero.
Nell'ambito della Scuola Heki di Kyudo ne ho sempre sentito parlare da molti, e parafrasando la parola "piede leggero"viene da sè il pensiero che fossero dei soldati con armature leggere, facili da gestire nei movimenti, specie nel tiro con l'arco.
Oggi esistono dei gruppi Heki che studiano il tiro da guerra come tradizione, contemplata nella didattica antica per ovvi motivi, e nei tempi moderni per perpetuare la continuità di questa scuola.
Molti dei movimenti della scuola, mi riferiscono appartenere proprio a quegli ashigaru di cui parlavo in precedenza.
E' un'ottimo argomento, quello della tradizione del tiro da guerra, che offre un buona panoramica su quello che è stato in passato, e fornisce delle spiegazioni sul perchè si è arrivati fino ad oggi a studiare lo "Tsunomi no Hataraki" ed al motto "Con forza colpisci sempre - Kan Chu Kyu", imperativi assoluti per chi studia il tiro con l'arco di questa scuola.