kyudo

kyudo
Un Diario di appunti sull'arte del Kyudo e non solo.....

mercoledì 10 settembre 2014

Torre solitaria. Alla ricerca della pista perduta.

Roma è una città sempreverde, e se se ne ha voglia la si può girare in bicicletta con piacere, aggiungendo una buona dose di speranzosa pazienza zen per gli automobilisti con il mirino, che amano alla follia il gioco "acchiappa il ciclista", ma che comunque si può superare.
Il tessuto storico Romano è composto da una varietà di epoche che spaziano davvero dal periodo neolitico, per passare a quello Romano Imperiale e per proseguire in quello medievale...., non c'è che da scegliere.
Le torri, che tutto intorno alla città sono presenti, in gran numero nella periferia, offrono uno spettacolo gradevole, abbinato ad un verde che le accompagna come cornice.
Questa Torre  nominata con "Mezzavia" è risalente al XIII sec. e si trova alla diramazione di due strade di importanza per la città, la Via Anagnina e la Via Tuscolana.
Si narra che la torre fosse stata costruita sulle rovine di una villa Romana di età imperiale intorno al 1° secolo e probabilmente in età Flavia o Adrianea, e presenta tutta una serie di strutture antiche con testimonianza Romane e medievali, proprio in questo periodo risulta appartenere alla famiglia Mardoni (XIII Sec.) a cui spetta forse la costruzione della Torre.
Della sua storia, se ne trova traccia fino agli anni 50 quando fù adibita al laboratorio per un maniscalco e fabbro, fatto questo che la sua funzione fino a poco tempo fà era luogo di sosta per viandanti e per i carri che percorrevano la Via Tuscolana verso Roma o verso i Castelli Romani.
Ecco, ora rimane aperta la mia solita domanda rivolta alla sovraintendenza ai beni culturali, del perchè non si organizzino dei percorsi ciclabili fruibili dai cittadini e dai turisti per visitare luoghi di interesse storico nella città eterna, straboccante di manufatti di ogni epoca.
Per vedere questa torre occorre il macete, e non voglio parlare delle altre.
Evidentemente la poltrona del potere, ha più importanza per taluni, che il bene del nostro patrimonio Storico.
Dedicate o politici ogni tanto una buona idea per i cittadini, più che per voi stessi.
Più piste ciclabili per questa città.
 









lunedì 8 settembre 2014



A volte, semplicemente seduta, l’anima raccoglie saggezza.
 
Foto presa da:http://www.award.leica-camera.it/andrea-angione

sabato 30 agosto 2014

lanterna dell'imprevisto in giardino.

Accade che un imprevisto puo' trasformarsi in qualcosa di positivo.
E così capita di dover eseguire dei lavori di urgenza per infiltrazioni di acqua dal proprio giardino.
Per me che ho una passione smisurata per la natura e i giardini è qualcosa di pesante, e vedere il mio Maestro di tanti lavori, rivoltato come un calzino è qualcosa di tremendo, e come se non bastasse,,,tante ore di lavoro e piante da spostare con urgenza.
Beh, meditandoci sopra ogni cosa ha un inizio e una fine, nulla però è mai perduto.
Torna in mente il progetto di costruire una nuova versione del mio giardino con una velata ispirazione Giapponese che ricorda quello che ho più nel cuore......., i giardini da thè, con i sentieri e le lampade di pietra.
Avevo in passato costruito una lanterna in legno che aggiungeva colore alle piante, ed era per me davvero una soddisfazione vederla illuminata nelle serate d'estate per non parlare poi di quando è stata ricoperta dalla neve.
Ora quella lanterna illumina con piacere le serate al dojo di kyudo dove pratico (Aka Tonbo), e al suo posto è venuto fuori un modesto lavoro nuovo di zecca che sembra aver portato nuovamente una sorta di avventura nel progettare in meglio la forma del giardino.
Questa lanterna dell'imprevisto è un buon insegnamento e un buon allenamento manuale, direi che ancora una volta il mio giardino risulta essere il miglior Maestro che abbia mai incontrato, e fatto ancora più importante non parla ma si fà comprendere alla perfezione.
Allego come consueto foto dell'immancabile digitale Heki da assalto.













martedì 26 agosto 2014

castel sismondo

Chiudo gli occhi e penso a quanto patrimonio storico abbiamo in questo bel paese che è l'Italia, e di come cotanto oro non sia utilizzato nella migliore maniera per risolvere una crisi come quella di questi tempi.
Un parco archeologico immenso, con tanta di quella storia che fa' onore al passato e al presente del nostro paese.
Sono venuto in villeggiatura tante di quelle volte in Romagna che non ricordo più oramai il numero, ma è davvero la prima volta che visitavo Rimini con spirito culturale, e per merito di un libro, "I Capitani di Ventura" di Claudio Rendina, mi è rimasta in mente la storia di Sigismondo Pandolfo Malatesta, condottiero tutto Italiano.
Provenendo dal ponte di Tiberio Augusto risalente al primo sec. sulla sinistra si intravede immediatamente una merlatura intatta, che tutto fà presagire un fortilizio medievale,che si materializza poi in quello che una volta era la parte centrale del Castello Sismondo.
Entrarvi è stata una fortuna, poichè iniziano dei lavori per una mostra, e dopodichè è chiuso al pubblico, ma evidentemente la buona stella della cultura mi è stata favorevole.
E' anzichè una fortuna avere ancora per noi una parte di quella che fù la dimora di Sigismondo Pandolfo Malatesta, forse uno dei più meritevoli condottieri Italiani del Medioevo, per quanto concerne strategia, arte e cultura.
Visitare il suo mausoleo è stato qualcosa di importante per me, un qualcosa di intimo.     
Ammiro questi personaggi dei tempi passati e ancor di più le loro opere, perlomeno erano animati da uno spirito libero, che parafrasando...oggi nemmeno con il lanternino lo troveremmo.
Comunque sempre per non scopiazzare in giro, sull'immancabile Wikipedia la storia di questo castello viene riportata in tutte le varie fasi, dalla sua costruzione ad oggi.
Un bel Castello davvero e Rimini una città piacevole.
























lunedì 4 agosto 2014

Senshuken Taikai 2014.

Anche quest'anno il Torneo "Senshuken Taikai 2014",  vede nuovamente vincitore il mio caro Club "AKA TONBO ROMA KYUDO CLUB"
Perlomeno rimaniamo contenti della buona qualità del nostro allenamento e del piacere di incontrare gli amici degli altri dojo diffusi sul territorio Nazionale.
Ogni torneo insegna qualcosina di più o qualcosona di più in molti di noi secondo i punti di vista, l'importante, penso, sia praticare sempre con passione il Kyudo e se è Heki è ancora meglio.
Ora via per i festeggiamenti.